Libri di Cur Villari
Bibliografia di Cur Villari: tutti i libri in vendita online ARTE E DESIGN INDUSTRIALE E COMMERCIALE
Manifesti. Pubblicità e vita italiana 1895-1945. Ediz. illustrata Villari A. (Cur.) - Silvana, 2010
La rassicurante possibilità di godere di un facile riscaldamento domestico e l'"elettrizzante" diffusione della luce elettrica. La dilagante passione per i nuovi mezzi di trasporto della modernità presto trasformatasi in ebbrezza della velocità. Il lavoro rurale e quello delle fabbriche. La vanità delle donne della media e alta società addirittura superata da un sorprendente narcisismo maschile. I passatempi: teatri, luna park, gioco, balli, corse di cavalli, sport. E poi, negli anni del fascismo, un razzismo appena velato di bonario paternalismo, il linguaggio sempre più forte della propaganda, la politica che pervade il quotidiano. I manifesti stampati in Italia tra la fine dell'Ottocento e gli anni quaranta del Novecento sono frutto della fantasia di artisti di fama internazionale, desiderosi, grazie anche all'ausilio dei mezzi di informazione, delle riviste specializzate, degli intellettuali, degli imprenditori e del governo, di realizzare in Italia, in concomitanza con il crescere dell'industria e con il diffondersi dei consumi, un nuovo tipo di comunicazione, efficace, in linea con le ricerche figurative e grafiche coeve, aperta a influenze straniere. Agli albori della comunicazione pubblicitaria, frutto di riflessioni e studi sin dai primi decenni del Novecento, la loro opera apre un insolito spiraglio sul costume degli italiani del secolo scorso, sul loro sogno "moderno", sulle loro aspirazioni al benessere e a una migliore qualità della vita.
L'arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie (1920-1940). Catalogo della mostra (Forlì, 21 settembre-30 novembre 2008; Roma, febbraio-maggio 2009). Ediz. illustrata Villari A. (Cur.) - Silvana, 2008 - Cataloghi Di Mostre
In tutta Europa e in America, tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda, il manifesto assume un ruolo preponderante: in Italia sì tratta di due decenni dominati dalle sperimentazioni delle avanguardie, in una varietà di linguaggi e di soluzioni che per la prima volta vanno incontro alle nuove esigenze della comunicazione di massa, della propaganda, della diffusione del mercato, di un'unificazione, insomma, del vivere e del gusto. In quest'ottica il manifesto diviene il veicolo principale - e prediletto sia dagli imprenditori sia dal pubblico - di una nuova immagine dell'Italia, che si vuole dinamica, veloce, arguta o, nel caso della grafica di regime, sicura e assertiva, fino alla violenza visiva. Un'Italia travagliata dai tragici errori della politica, ma capace di "modernità" e, anche nel confronto con altri Paesi occidentali, di un linguaggio figurativo audace e sperimentale. Campo di ricerca per i più grandi artisti del nostro Novecento, da Adolfo Wildt a Duilio Cambellotti, dai futuristi Balla, Depero, Tato e Prampolini a Mario Sironi e Lucio Fontana, il mondo del manifesto pubblicitario ha visto concentrarsi negli anni Venti e Trenta talenti riconosciuti: Leonetto Cappiello, Marcelle Dudovich, Gino Boccasile, Erberto Carboni, Bruno Munari, Sepo, Seneca, insieme a molti altri {più di sessanta gli artisti presentati), autori di prove grafiche ancora oggi sorprendenti per l'essenzialità del segno, gli arditi accostamenti cromatici, la varietà dei caratteri grafici.
Manifesti. Viaggio in Italia attraverso la pubblicità. 1895-1960. Ediz. italiana e inglese Villari A. (Cur.) Cimorelli D. (Cur.) - Silvana, 2011 -
Montagne, colline, parchi, fiumi, laghi, lidi marini, città d'arte di antichissima fondazione, stazioni termali, ville rinascimentali, fascinose rovine archeologiche e una solida tradizione di ospitalità rendono l'Italia, sin dalla fine dell'Ottocento, meta privilegiata di un nascente turismo nazionale e internazionale, esclusivo e colto. Per diffondere, presso gli stessi italiani e presso la clientela estera, tutte le attrattive del Bel Paese, ci si serviva di quelli che erano allora gli strumenti pubblicitari per eccellenza: manifesti, locandine, dépliant, riviste illustrate. Alla loro forza di comunicazione e penetrazione capillare sono affidate immagini luminose, ridenti, sempre elegantissime, tanto per scelte cromatiche che per soluzioni formali, e spesso affidate al pennello dei più grandi illustratori dell'epoca, da Duilio Cambellotti a Leonetto Cappiello, da Marcello Dudovich a Franz Lenhart, da Gino Boccasile a Mario Puppo. Il viaggio, uno dei "sogni" più a portata di mano e più affascinanti per l'uomo del Novecento, diventa così, per molti se non per tutti, un bisogno sociale e una finalmente accessibile parentesi di bellezza, 'loisirs', quiete, civiltà e cultura.