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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788874249428 Autobiografia
Mi chiamavano Togliatti. Autobiografia disegnata a dispense. Con ebook. Vol. 1: (Abbiate fede) Vincino - Utet, 2018
Forse non lo sapevate, ma da piccolo Vincino odiava Togliatti. E per un motivo più che giustificato: «Siccome avevo il naso buffo e gli occhialini tondi, a scuola i compagni mi chiamavano Togliatti. "Ehi, Togliatti, prrrr!" Erano i giorni del dramma di Ungheria». Questa è solo una delle mille, scomode rivelazioni di una vita disegnata male, anzi: peggio. Tutto ha inizio nel 1957, quando un Vincino undicenne presta la penna al giornalino delle maestre amiche di sua madre, per una prima vignetta satirica addirittura sul Mercato Comune Europeo. Da lì in poi, è un crescendo di azioni sconsiderate: dalle lotte politiche nella Palermo di Ciancimino alle prime rubriche per "Lotta Continua", tra mastini napoletani e pistole; dai soggiorni in carcere («Esperienza bellissima, la consiglio a tutti») alla naja come architetto sovversivo. E poi la fondazione del famigerato "Male", con la sua satira feroce e le finte prime pagine di "Repubblica" («Arrestato Ugo Tognazzi. È il capo delle br»), che gli vale perfino una cena al Quirinale con Sandro Pertini. E ancora: il furto di una Panda di proprietà della Fiat, le incursioni travestito da Craxi a un comizio dello stesso, il pornofotoromanzo con Cicciolina, i viaggi a scrocco per "Avaj", la finta epurazione dal "Foglio", ordita insieme a Giuliano Ferrara... "Mi chiamavano Togliatti" è uno sghembo manuale di satira, un flusso d'incoscienza, un'autobiografia oscena e candida, funestata dalle facce note di Andreotti, Fanfani, Agnelli, Berlusconi, Scalfari, Occhetto, ma anche ispirata a ricordi affettuosi e privati: il padre, direttore integerrimo dei cantieri navali palermitani, la famiglia e i figli, gli amici geniali morti troppo presto, come Stefano Tamburini e Andrea Pazienza. Vincino ha deciso di vuotare il sacco perché nella vita arriva un momento in cui certe cose non riesci più a tenerle dentro, ma soprattutto perché non voleva perdere l'occasione di farci diventare tutti, dal primo all'ultimo lettore, complici delle sue malefatte. Prefazione di Giuliano Ferrara. Con ebook scaricabile fino al 31/12/2018.
Poteri morti. Da mani pulite a oggi. Cartoline da un Paese immobile Vincino - Rizzoli, 2008 - 24/7
"Ogni dieci anni Prodi e Berlusconi si sfidano in campagna elettorale per chi farà il presidente del Consiglio. Chi ha fermato il tempo in Italia?" Basterebbero queste parole per spiegare il senso di questo libro. Nonostante siano passati molti anni da Tangentopoli, sembra che poco o nulla sia cambiato. Eppure dal '92 a oggi è stato tutto un avvicendarsi di repulisti, ribaltoni, uomini nuovi e seconde repubbliche. Abbiamo visto sparire nomi eccellenti, interi partiti finire in disgrazia, politici intoccabili rischiare il collasso. Giorno per giorno siamo stati sommersi da continue promesse di rinnovamento, e qualcuno si è convinto di aver sentito il Palazzo scricchiolare. E un trucco vecchio come il mondo, il nostro Paese lo conosce bene. E Vincino questo l'ha capito da tempo. Perché se nel '91 si è chiuso quello che gli storici hanno ribattezzato il Secolo breve, dal '92 l'Italia è entrata a pieno titolo nel suo Secolo scarso: una fase in cui i poteri forti hanno ceduto il posto ai poteri morti. La politica ha esaurito ogni credibilità, e continua il suo gioco solo perché la gente lascia correre, come si fa con i bambini quando si ha voglia di dormire. Da "Cuore" al "Corriere della Sera", da "Boxer" al "Foglio", le vignette di Vincino non fanno altro che ricordarci quanto siano deboli le forze che credono di controllarci. E ci ripetono di non aspettarci mai nulla di buono, perché se i Poteri morti lasciano che qualcosa cambi, è solo per farci credere che sono ancora vivi.