Libri di Giampaolo Visetti
Bibliografia di Giampaolo Visetti: tutti i libri in vendita online Cultura popolare
Cinesi. Come vive, lavora, ama il popolo che comanda il mondo Visetti Giampaolo - Feltrinelli, 2012 - Serie Bianca
Tutti parlano della Cina, tutti vogliono capire la Cina: la sua ascesa è per l'Occidente una minaccia o un'opportunità? Che effetti avrà sul nostro portafoglio, sulle nostre vite? Per rispondere si possono accumulare le statistiche, studiare la storia imperiale, analizzare le configurazioni geopolitiche. Ma mancherà sempre qualcosa. Mancherà la vita vera dei cinesi. Cosa significa vivere in un paese insieme a un miliardo e trecento milioni di connazionali? Essere protagonisti - e vittime - dei più grandi sconvolgimenti economici, ecologici, sociali della storia? Avere una tradizione culturale millenaria, rinnegata ma mai del tutto spazzata via, ed essere esposti alle più sfrenate lusinghe del capitalismo globale e consumista? Giampaolo Visetti vive da anni a Pechino in un hutong vicino al lago Houai, dietro la Città proibita. Ha viaggiato per tutto il paese e conosciuto e raccontato migliaia di storie. Soprattutto ha cercato - con curiosità, empatia e sguardo a volte sorpreso e a volte preoccupato - di capire i cinesi. Dal ricco vicino di casa, che come abitazione si fa costruire un tempio tradizionale, finto ma più vero di quello vero, all'umile tassista venuto dalla campagna che tiene in una scatolina il suo grillo ammaestrato; da Liu Xiaobo, che ha vinto il premio Nobel per la pace ma non ha potuto ritirarlo e resta murato vivo in prigione, alla semplice ragazza di città che per un sms imprudente è scomparsa nelle maglie della repressione.
Ex Italia. Viaggio nel paese che non sa più chi è Visetti Giampaolo - Dalai Editore, 2009 - Le Boe
Nel maggio del 2008, Giampaolo Visetti si è messo in viaggio attraverso l'Italia. Per un anno ha percorso le regioni del Paese, preferibilmente sostando nei borghi e nelle città considerati marginali. L'obiettivo iniziale, scoprire le ragioni e le conseguenze nazionali della recessione mondiale, è presto cambiato. Guardando il territorio e discorrendo con le persone, è risultato chiaro che in questo tempo la crisi italiana non è causata dall'implosione di un modello capitalista. Siamo al cospetto di un mutamento più profondo: una trasfigurazione della società, innescata dall'esaurimento di una condivisa e riconosciuta cultura collettiva. Il viaggio in Italia si è così allargato fino ad assumere il profilo di un'inchiesta su un popolo che non è più se stesso e su una nazione che non sa più chi è. E affiorato il racconto di un'ex civiltà: una Italia, irriconoscibile e periferica, composta di reduci del Novecento incapaci di compiere il passaggio secolare verso la successione di se stessi. Gli italiani non si limitano a non essere più quelli che erano: non sono, prima di tutto, nelle condizioni di diventare ciò che dovrebbero essere per esprimere un carattere contemporaneo. Per questo un popolo ospitale, allegro, pronto all'approfondimento della conoscenza e aperto al confronto con gli altri, è oggi prigioniero della paura e di un montante odio verso qualsiasi esperienza travalichi l'interesse personale.