Libri di Niclo Vitelli
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Giacomo Puccini. Innamorato di tutto Vitelli Niclo - Cinquesensi, 2024 - Omnes Viae
Ci racconta l'uomo Puccini, quello delle passioni private e dell'amore per la vita e per la natura della sua Toscana, assolutamente fedele e generoso con i preziosi amici, sensibile al fascino muliebre, curioso del mondo e delle innovazioni. Il libro ci svela la personalità tormentata ed esigente, non solo con se stesso, di un musicista che cerca nella propria arte la soluzione alla propria irrequietezza. Che ci riferisce del suo rapporto specialissimo con alcune cantanti e della cura quasi maniacale nel valorizzare il loro talento. Che ci ragguaglia sulla famiglia d'origine, con cui si mostra legato da un vincolo indissolubile e del suo legame d'intimità con Lucca, la sua città natale e con Torre del Lago e la Versilia. Un ritratto umano ricco di aneddoti e di curiosi e sconosciuti episodi della sua vita, scritto da un autore di solida e conclamata fede pucciniana. L'opera è arricchita da alcuni contributi di specialisti che mettono in rilievo quanto ancora l'effetto del mito pucciniano sopravviva in piena salute, anche oltre la sua immortale eredità di musicista.
Un bel dì vedremo. Il settennio che creò il Festival Pucciniano a Torre del Lago. Politica, cultura, cronaca e spettacolo tra Roma, Firenze e i luoghi di Giacomo Puccini Vitelli Niclo - Firenze Leonardo, 2016
Introdotto da un prezioso scritto di Franco Camarlinghi, questo libro trasuda prima di tutto dell'amore per la lirica. E come un'opera lirica è diviso in Atti e contiene due prologhi. Il racconto prende in esame la situazione del settore musicale e della lirica e poi la storia del festival pucciniano di Torre del Lago negli anni di Bussotti, Ferrero, Alberti e Giacchieri. Entrando nel dunque della storia, Vitelli parte da un presupposto: il Festival non c'è sempre stato, c'erano alcune rappresentazioni estive di opere di Puccini, ma la gestione era in mano a un gruppo di appassionati locali. Il Festival di Torre del Lago inizia veramente solo nel periodo di Bussotti e prosegue per circa dodici anni. E allora ecco, in sequenza, la nascita del Festival, nel 1979, e la trasformazione della vecchia stagione lirica, lo sviluppo dell'idea e il contesto politico istituzionale in cui prese avvio lo sviluppo nei sette anni di Bussotti e subito dopo, tra conservatorismo, contraddizioni e tentativi d'innovazione, il forse inevitabile declino.