Libri di Fareed Zakaria
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L'età delle rivoluzioni. Progresso e rabbia da 1600 ai giorni nostri Zakaria Fareed - Mondadori, 2025 - Le Scie
Viviamo tempi rivoluzionari. Ovunque si guardi, si riscontrano mutamenti radicali e forse irreversibili. L'assetto internazionale degli ultimi trent'anni si è dissolto e nuovi protagonisti - in particolare la Cina e la Russia - si sono affacciati sulla scena geopolitica minacciandone gli equilibri e la stabilità in nome di un diverso ordine mondiale. All'interno delle nazioni, i populismi sembrano minare il progetto liberale e le fondamenta stesse della democrazia. Sul piano economico, alcuni effetti deleteri della globalizzazione hanno messo in discussione il generale consenso attorno al libero mercato, mentre la rivoluzione digitale, con l'avvento dell'intelligenza artificiale, sta delineando scenari sconosciuti e inquietanti. Dopo decenni di apertura, cooperazione e integrazione, il risorgere dei nazionalismi e l'antagonismo tra le grandi potenze, nonché il conflitto esistenziale tra paesi democratici e autocrazie, lasciano presagire un futuro denso di incognite. Nonostante l'ampiezza e la simultaneità di queste trasformazioni, la nostra non è certo la prima epoca rivoluzionaria della storia. Altre rivoluzioni, in passato, hanno travolto società e istituzioni, ordinamenti politici e sistemi economici: quella liberale dei Paesi Bassi del XVII secolo, che ha creato la politica così come oggi la conosciamo, la Rivoluzione francese, con i suoi ideali di libertà, uguaglianza e fraternità, ma anche con la sua eredità di sangue, la rivoluzione industriale, che ha plasmato il mondo in cui viviamo. Secondo l'analista politico Fareed Zakaria - per «Foreign Policy» uno dei «dieci pensatori globali» più importanti dell'ultimo decennio - queste rivoluzioni sono rilevanti perché possono aiutarci a capire i cambiamenti in atto. Infatti, se a ogni progresso corrisponde una battuta d'arresto, se a ogni azione segue una reazione, oggi il rischio più grande che possiamo correre è quello di vedere compromessa l'idea di libertà che da almeno quattro secoli rappresenta il cuore dell'Occidente. Affrontare l'era delle rivoluzioni impedendo che le lancette della democrazia tornino indietro è la sfida che ci attende.
L'era post-americana Zakaria Fareed - Rizzoli, 2008
Siamo alle soglie di una svolta epocale: la stasi economica degli Stati Uniti condurrà ben presto il Paese al declino politico e segnerà la rapida ascesa non solo della Cina, ma di altri Paesi oggi in via di sviluppo. Questa la tesi di Fareed Zakaria, che propone un confronto storico tra l'attuale situazione degli Usa e le crisi passate di altre superpotenze, tra cui l'Europa. L'autore descrive un futuro senza Occidente, in cui il baricentro del potere e dell'economia si sposterà nettamente verso Est e verso Sud. Ma se interveniamo subito, aggiunge, la caduta può essere almeno frenata e i danni limitati, per consentire agli Stati occidentali di mantenere una posizione dominante ancora per qualche anno. Questo significa però - è la provocatoria ricetta - riscoprire la politica nazionalista, tagliando i ponti con vecchie logiche diplomatiche.
Democrazia senza libertà in America e nel resto del mondo Zakaria Fareed - Rizzoli, 2003
Da molto tempo diamo per scontato che la democrazia (la partecipazione dei cittadini al governo attraverso libere elezioni) sia sinonimo e garanzia di libertà. Fareed Zakaria, riprendendo le tesi classiche di Tocqueville, mostra invece che l'espansione della democrazia può trasformarsi in una riduzione degli spazi di libertà. La sua analisi prende le mosse dalla storia (ricordando che Hitler giunse democraticamente al potere) e diventa di drammatica attualità quando si estende al presente. In questo libro Zakaria propone la sua ricetta: per i paesi emergenti, favorire lo sviluppo economico, la crescita di una società civile prima di indire elezioni a suffragio universale; per le democrazie occidentali, rafforzare le garanzie liberali.