Libri di Luigi Zanzi
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Machiavelli e gli «Svizzeri» e altre «machiavellerie» filosofiche concernenti la natura, la guerra, lo stato, la società, l'etica e la civiltà Zanzi Luigi - Casagrande, 2009 - Ricerca E Formazione
Machiavelli e gli "Svizzeri" è un tema che può tornare sorprendente, anche perché non è quasi mai stato trattato nella letteratura critica: tuttavia il viaggio che, sul finire del 1507, Machiavelli intraprese nelle terre degli "elvetici confederati" si tradusse in un'attenta investigazione degli assetti politici e sociali di tali genti. Il "caso" degli "Svizzeri" venne ragionato da Machiavelli con la sua peculiare capacità di sguardo critico, acuto e profondo, mettendo in questione "al vivo" in tale esperienza taluni paradigmi che egli veniva maturando in punto ai nessi tra la pratica della guerra e l'arte dello stato. La ricostruzione di tali riflessioni di Machiavelli sulla realtà degli "Svizzeri", che presentava taluni caratteri singolari, per alcuni aspetti non riconducibili ai paradigmi di giudizio politico che egli, proprio in quel tempo, veniva costruendo, torna di grande importanza non soltanto per comprendere in quale considerazione Machiavelli tenne tale sua visitazione delle terre "elvetiche", ma anche per approfondire alcuni nodi cruciali nella nuova concezione della politica e della storia che egli veniva elaborando e che si tradurrà nelle sue grandi opere. La nuova ricerca condotta da Luigi Zanzi si propone di far luce su tali temi traendo lo spunto per svolgere ulteriori "machiavellerie" filosofiche, approfondendone alcuni nodi problematici con riguardo alla concezione della natura, della storia, dei nessi tra guerra, stato e società, dell'etica e della civiltà.
La creatività storica della natura e l'avventura dell'uomo. Meditazioni «prigoginiane» Zanzi Luigi - Jaca Book, 2014 - Filosofia
Ilya Prigogine (1917-2003), il grande chimico-fisico a cui sono dedicate queste "meditazioni prigoginiane" e a cui si deve la scoperta delle cosiddette "strutture dissipative", quali vengono a formarsi spontaneamente attraverso una dinamica caotica di fluttuazioni in situazioni lontane dall'equilibrio, con emergenza nel tempo irreversibile di processi di auto-organizzazione dai quali scaturisce ordine attraverso il disordine, con diminuzione di entropia (scoperta per la quale gli fu assegnato il premio Nobel nel 1977), si fece progressivamente interprete di una proposta filosofico-scientifica di portata grandemente "rivoluzionaria", imperniata su quella che egli stesso definì una "Nuova Alleanza" tra l'uomo e la natura, il cui nodo cruciale si riscontra nella comune radice nella creatività della natura e dell'avventura dell'uomo nella conoscenza. Si delinea così una nuova proposta "filosofica" di "umanesimo scientifico" che supera radicalmente la divisione tra le cosiddette "due culture", quella "umanistica" e quella "scientifica". Postfazione di Enrico Giannetto.