Libri di Cur Zern Leif Monaco Westerstahl
Bibliografia di Cur Zern Leif Monaco Westerstahl: tutti i libri in vendita online ARTI
Quel buio luminoso. Sulla drammaturgia di Jon Fosse Zern Leif Monaco Westerstahl V. (Cur.) - Cue Press, 2023
Leif Zern, tra i più importanti critici europei contemporanei, nel suo studio traccia un approfondito e stimolante ritratto artistico di Jon Fosse, Premio Nobel per la Letteratura: dai primi lavori "Qualcuno verrà" ed "E non ci separeremo mai", fino al capolavoro "Io sono il vento", l'autore analizza stile e influenze presenti nelle opere di uno dei massimi drammaturghi contemporanei, colui che ha saputo con i suoi testi «dare voce all'indicibile» e creare un vero e proprio «teatro della sospensione».
L'attore e il volto. Scritti su cinema e teatro Zern Leif Monaco Westerstahl V. (Cur.) - Cue Press, 2022 - I Saggi
Il volume raccoglie una selezione di saggi Leif Zern, tra i più importanti critici europei. Mescolando ricordi autobiografici, recensioni a spettacoli teatrali, piccoli ritratti del mondo del cinema, analisi teoriche sull'arte attoriale, emerge una prospettiva critica in cui il «sentire» diviene la forma totale che investe sia la performance interpretativa dell'attore, che il pubblico, identificato non solo come mero fruitore passivo, ma partecipe attivo della messinscena. Da Ingmar Bergman a Lars Norén, fino ad autentici pilastri della tradizione scenica come Louis Jouvet, lo sguardo di Zern si sofferma sulla recitazione l'immedesimazione dell'attore, in un percorso dove «le emozioni non sono innate ma conquistate con un processo di appropriazione».
Quel buio luminoso. Sulla drammaturgia di Jon Fosse Zern Leif Monaco Westerstahl V. (Cur.) - Titivillus, 2012 - Altre Visioni
Leif Zern acuto studioso del teatro del Novecento europeo, è il maggior critico teatrale scandinavo, per decenni ha svolto la sua attività anche su "Dagens Nyheter" il più diffuso giornale svedese. Leif Zern ha avuto e ha una grande influenza sulla scena svedese contribuendo anche a superare modi di far teatro diventati col tempo obsoleti, contestualizzando il teatro svedese nella scena europea evitando così autoreferenzialità e provincialismi. Le sue critiche nascono dalla scena e respirano con essa. Lo sguardo è lo strumento di lavoro per Zern. Uno sguardo affinato mediante un continuo esercizio consapevole del guardare le diversità e la qualità dei teatri e delle scene. La sua attenta osservazione delle pratiche teatrali lo pone molto vicino alle scoperte recenti delle neuroscienze che stanno aprendo nuovi campi di conoscenza anche sul lavoro dell'attore. Zern non crede che il sottotesto e l'impatto psicologico con il testo siano gli elementi che mettono in moto il lavoro dell'attore, invece è centrale per lui il rapporto fra attore e testo considerato in primo luogo come catena di suoni e di ritmi.