Libri di Andrea Zhok
Bibliografia di Andrea Zhok: tutti i libri in vendita online Fenomenologia ed esistenzialismo
Libertà e natura. Fenomenologia e ontologia dell'azione Zhok Andrea - Mimesis, 2017 - Problemi Di Filosofia Dell'esperienza
In un mondo naturale governato da leggi fisiche e cause efficienti, quale spazio può esserci per azioni libere? Tale interrogativo viene oggi prevalentemente affrontato in una cornice che conduce ad una posizione aporetica, dove l'incoercibile pretesa della coscienza di essere autonoma sembra collidere con le premesse dell'ontologia naturalistica, e con i risultati delle scienze della natura. Una disamina critica dei maggiori argomenti antilibertari consente però di uscire da questa posizione di stallo. Viene progressivamente alla luce l'inderogabilità di un'ontologia qualitativa, un'ontologia che ospita proprietà emergenti, e dove la causalità efficiente dev'essere subordinata sul piano esplicativo alla causalità formale. Tale ontologia si configura in ultima istanza come un idealismo trascendentale naturalizzato, in grado di evitare una riduzione della mente alla materia, senza ricadere nel dualismo cartesiano. In questa nuova cornice ontologica, e solo in essa, possono trovare legittimazione tanto i risultati delle scienze della natura, quanto quelle stesse operazioni di coscienza senza di cui nessuna scienza potrebbe esistere. Sotto queste nuove premesse, intenzionalità, possibilità, e libertà non appaiono più come enigmi e aporie, ma come tratti fondativi del reale.
Rappresentazione e realtà. Psicologia fenomenologica dell'immaginario e degli atti rappresentativi Zhok Andrea - Mimesis, 2014 - Fenomenologia E Ontologia Sperimentali
I limiti di ciò che possiamo immaginare sono anche limiti del nostro mondo? Ciò che è rappresentabile definisce l'ambito di ciò che è possibile? E, se sì: in che senso? Questi sono gli interrogativi di fondo che supportano e motivano la scrittura di questo libro. Il percorso che conduce dalle domande alle tesi conclusive passa attraverso tre principali nuclei argomentativi. Il primo nucleo concerne il rapporto tra immaginazione e percezione. Si tratta qui di capire in che misura la sfera dell'immaginario sia in grado di ricreare, ed anticipare, la sfera della realtà sensibile. In seconda istanza viene esaminata la transizione tra immaginario di tipo sensibile e rappresentazione concettuale. Questo punto viene affrontato attraverso un'analisi della genesi e delle potenzialità della significazione linguistica. Il terzo nucleo argomentativo riguarda il rapporto tra gli apriori della rappresentazione (ciò che è rappresentativamente necessario o rappresentativamente impossibile) e la sfera dei possibili (ontologici, epistemici e metafisici). Queste analisi confluiscono nell'illustrare le condizioni per una rappresentazione dotata di senso, e nel chiarificare il senso dell'attività rappresentativa in quanto tale. Su questa base si profilano le conclusioni del lavoro, che ridefiniscono il rapporto tra rappresentazione, realtà e verità. Tale ridefinizione porta a rivendicare un senso ed una funzione essenzialmente differenti per l'uso scientifico delle rappresentazioni rispetto all'uso filosofico delle medesime.
La realtà e i suoi sensi. La costituzione fenomenologica della percezione e l'orizzonte del naturalismo Zhok Andrea - Edizioni Ets, 2012 - Philosophica
Oggetto del presente lavoro è l'essenza del percepito in quanto realtà oggettiva primaria. Metodologicamente il lavoro si rifà all'impianto della fenomenologia husserliana, di cui adotta parte dell'apparato concettuale. Le analisi husserliane vengono fatte interagire con temi ed argomenti che compaiono oggi nel contesto delle scienze cognitive e della filosofia della mente contemporanea. Prendendo le mosse dall'elaborazione husserliana, l'analisi si sviluppa inizialmente confrontandosi con le indagini percettologiche di J.J. Gibson, S. Gallagher e della psicologia della Gestalt, che inducono a porre il problema della costituzione trasmodale della realtà percettiva. Tale problema viene elaborato investigando la dimensione 'istintuale' operante, tanto sul piano etologico che ontogenetico, nell'esplorazione, nel gioco e nell'imitazione. Da ultimo, l'analisi converge nuovamente sul senso ontologico della costituzione percettiva con particolare riferimento ai processi costitutivi di spazio, tempo e causalità. Le conclusioni sviluppano il problema del rapporto tra fenomenologia e naturalismo alla luce dell'idea di mondo come orizzonte di senso, declinando l'ontologia scientifica sia come realizzazione che come violazione di tale orizzonte.