Libri di Ois Zille Fran
Bibliografia di Ois Zille Fran: tutti i libri in vendita online SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
L'orizzonte verticale. Il rito del solco come gesto erotico e comunione panica. Esercizi di antropologia visiva e ingegneria del linguaggio Zille François - Terre Blu, 2022 - Yeseyes
Il volume mette in campo una specifica contaminazione di due fenomeni, sia per il particolare percorso del suo autore che per la sua natura di testo iconico, nel quale parola e immagine sono posti in relazione. L'attività di Zille, infatti, si distende sin dagli anni Sessanta sul doppio filone della comunicazione pubblicitaria e della ricerca artistica, fino ad approdare a questo lavoro che prende origine dal rito del solco presso il Comune di Castel Morrone. Da un lato la dimensione antropologica della tradizione, che si nutre di visualità; dall'altro la geometria ingegneristica legata a forme e volumi che cogliamo con la vista e che si articola nel linguaggio, a sua volta fondativo delle società umane oggetto dell'antropologia. Le parole, però, non sono mere didascalie delle immagini; piuttosto, la loro tensione intermediale si fa cifra espressiva di un immaginario in cui i ricordi personali intessono un'incessante relazione con considerazioni globali, così come disparate sono le fonti che si rincorrono nel discorso di Zille: la festa di Castel Morrone e i riti della fertilità, ma anche l'eros marcusiano, la Land Art e un certo gusto goliardico del fumetto controculturale.
Un nuovo paradigma di libertà. Come sconfiggere l'estetica dell'abominazione e la cultura della «fast obsolescence» Zille François - Fausto Lupetti Editore, 2013 - Saggistica
Il testo nasce da un "energico" intervento di François Zille quale relatore internazionale invitato nel contesto del Convegno Internazionale di Studi "Modernità liquida in difesa del paesaggio solido", incentrato sulla Lectio Magistrale di Zygmunt Bauman (Siracusa, 9-10 Marzo 2012). L'autore, figlio di un minatore-cuoco-pasticciere friulano e di una mondina ferrarese, è stato sin dall'infanzia costretto al culto del linguaggio, della dialettica e dell'eccellenza per sopravvivere da figlio di immigrati italiani nella Francia del dopoguerra, autoforgiandosi quotidianamente una solida identità mutante, favorito in questo dalla vena progettuale e creativa tutta italica e dalla innata vocazione alla irriverenza e alla ribellione, fecondate da un assai precoce incontro ravvicinato con Voltaire, Francois Rabelais, Antoine de Saint Exupéry e Frédéric Dard. La dimensione acquisita di Antropologo visivo è una felice conseguenza della poliomielite contratta a undici anni e mezzo, in quanto costretto ad immaginare e visualizzare il cibo sulle pareti della sua stanza. Obiettivo di tale rito propiziatorio era l'esorcizzare le frustrazioni delle sue papille gustative private del contatto diretto con il cibo poiché, per numerosi mesi, egli venne alimentato unicamente via sonda gastrica. Da allora, FZ tende ad esprimere la forte tensione ermeneutica e psico-filosofica che lo caratterizza mediante l'uso di un linguaggio logo-iconico originale e sorprendente, unico nell'ambito accademico-professional-artistico.