Libri di Decio Zorini
Bibliografia di Decio Zorini: tutti i libri in vendita online Forze aeree e impiego operativo
Aerosiluranti italiani 1922-39. Con risorse online Zorini Decio - Ibn, 2022 - Aviolibri Dossier
A seguito dei primi tentativi dei pionieri nella Grande guerra, nel 1922-23 la Regia Marina e Aeronautica bandirono dei concorsi per un idrovolante lanciasiluri d'alto mare. Dopo uno stentato incipit emerse il SIAI S.55 che ebbe un decennio di sviluppo ininterrotto, partecipando da protagonista alle quattro crociere internazionali promosse dal gen. Italo Balbo dal 1928 al 1933. Seguì la costituzione di un reparto sperimentale con il concorso di ufficiali delle RR. Marina e Aeronautica, che svolse un'intensa sperimentazione a Cadimare nel 1932-33. Al fine di sviluppare un siluro di caratteristiche valide per entrambe le forze aeronavali, nel 1935 i C.S.M. delle RR. Marina e Aeronautica stabilirono una convenzione, i cui sviluppi e risultati, dapprima contrastati, generarono le specifiche dei siluri per l'incipiente conflitto e i relativi ordinativi del novembre 1939. Nel 1936 iniziarono i lanci sperimentali con aerei terrestri SIAI S.81 ed infine S.79. Mentre il Silurificio Whitehead di Fiume ed il Silurificio Italiano di Napoli sviluppavano e definivano prototipi dei siluri, la SIAI Marchetti metteva a punto un sistema di attacco e sgancio dell'arma, gettando le basi per i siluri aerei impiegati nella seconda guerra.
Cant.Z.506 Airone. 1935-1943 Zorini Decio - Aviani & Aviani Editori, 2018
Il Cant.Z.506 Airone dell'ing. Filippo Zappata fu la sintesi perfetta di idrovolante civile, un modello di efficienza e regolarità e rappresentò una pietra miliare nell'affermazione dell'aviazione italiana. Quasi mai un velivolo detentore di primati era necessariamente anche una buona macchina per l'impiego. Al contrario, fu l'idrovolante più longevo, più famoso e costruito nel maggior numero di esemplari, anche nella sua versione militare. Il libro è dedicato agli anonimi equipaggi - piloti, marconisti e motoristi - dell'Ala Littoria, che volavano con ogni tempo con regolarità di servizio e spirito di sacrificio sulle linee mediterranee, talvolta fatale durante il conflitto. I comandanti di Ala Littoria e del Nucleo Comunicazioni A.L. decollavano sempre se comandati a farlo, senza un soggettivo apprezzamento delle condizioni metereologiche e di visibilità, destando l'ammirazione e generando l'emulazione dei colleghi aviatori militari.