Libri di

Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Piemme Voci con argomento Islam Societa

Maledetta. La mia battaglia contro il falso Islam che odia le donne libro
-5%
LIBRO   9788856623048

Maledetta. La mia battaglia contro il falso Islam che odia le donne Ahmad Al-Hussein Lubna   -  Piemme, 2012  -  Piemme Voci

"Dicono di essere vestite, ma non lo sono. Sono delle depravate, destinate all'inferno. Prendetele, condannatele, frustatele!" Il giovane predicatore tuona dal microfono contro Lubna e le altre donne che, in seguito a una retata, sono state condotte al suo cospetto. La loro colpa: indossare pantaloni. Che, secondo la sharia in vigore in Sudan dal 1989, sono vietati alle donne. E la pena per chi infrange la legge sono quaranta frustate. Molte delle "depravate" arrestate quella sera subiscono quell'umiliazione. A volte, ed è cronaca recente, qualcuna muore. Lubna si batte in tribunale e sfugge alla pena. Si rifugia in Francia, da dove continua la sua battaglia in difesa di quelle che non hanno la forza di ribellarsi a una legge iniqua. E anche di quelle che pensano davvero di meritarsi le frustate, i castighi, le restrizioni della libertà personale in nome di Allah. Ma Allah non ha mai pronunciato la parola sharia. Sono stati gli uomini a umiliare le donne con un coacervo di divieti che soffocano la libertà di metà della popolazione. Con esiti assudi: i pantaloni ampi che sono costati la condanna a Lubna, in Iran sono obbligatori. Sempre in nome di Allah. Lubna vuole dire a tutte le donne che non è scritto da nessuna parte nel Corano che la donna è inferiore, che non deve lavorare o studiare, che non può portare i pantaloni. E lo fa sapendo di attirarsi un'accusa di blasfemia. Ma è giunto il momento che le donne dicano basta.

€ 13.50 € 12.83
LIBRO   9788856648157

Il mio nome è Meriam Napoli Antonella   -  Piemme, 2015  -  Piemme Voci

"Ascoltai le parole del giudice senza abbassare lo sguardo, mentre all'esterno del tribunale un gruppetto di estremisti accoglieva la sentenza e festeggiava al grido di Allah Akbar! Non sapevo di essere un simbolo, né mi importava. Pensavo soltanto a mio marito, al piccolo Martin e alla vita che cresceva dentro di me. Pensavo che sarebbero bastate due parole per uscire dall'incubo e tornare a una vita normale. Ma che non le avrei dette. Né allora né mai. Avrei sopportato qualsiasi pena pur di difendere la mia dignità e tutelare la libertà di scegliere e credere nella propria religione. Qualsiasi essa fosse." Il suo caso ha tenuto milioni di persone con il fiato sospeso. Meriam Ibrahim Ishag, una giovane sudanese di religione cristiana, è stata arrestata da un tribunale di Karthoum dopo che un parente - un perfetto sconosciuto - l'aveva denunciata per apostasia. Incarcerata incinta con il figlio piccolo, in condizioni durissime, all'ottavo mese di gravidanza è stata condannata a cento frustate con l'accusa di adulterio per aver sposato un cristiano e alla morte per impiccagione per aver rifiutato di abiurare. In catene, Meriam ha dato alla luce sua figlia. Anche per quella bambina non ha abbassato lo sguardo. Anche per lei non ha smesso di lottare. E con lei ha lottato Antonella Napoli, la giornalista italiana che ha promosso la campagna per portare il caso all'attenzione del mondo.

€ 14.90
disp. incerta
ACQUISTA