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Carlo I d'Austria e la pace sabotata. Ragioni e conseguenze del fallimento delle trattative di pace nella Grande Guerra Carotenuto Mario - Fede & Cultura, 2018 - Storica
L'ultimo imperatore d'Austria Carlo I fu un ricercatore di pace e un politico innovativo, sostenitore di un impero federalista: i tentativi da lui intrapresi durante la Prima Guerra Mondiale per ottenere una pace separata furono sabotali dall'intervento della massoneria, soprattutto francese, che voleva "repubblicanizzare" l'Europa eliminando le antiche monarchie, soprattutto quella cattolica degli Asburgo. Un progetto, questo, che vide particolarmente attiva la massoneria italiana, di cui facevano parte molti ministri, che influì sulle decisioni politiche e militari per far uscire l'Italia dallo stato di neutralità e farla alleare con la Francia. Al contrario, alcuni lungimiranti politici come il primo ministro inglese Lloyd George e il segretario di stato americano Lansing cercarono di evitarlo: l'impero austro-ungarico era ritenuto da questi ultimi l'unico contrappeso alla Germania e al militarismo prussiano, nonché la sola barriera che poteva contenere la penetrazione bolscevica in Europa. Se nella primavera del 1917 l'offerta di pace di Carlo I fosse stata accettata, la storia d'Europa sarebbe stata sicuramente diversa.
Carlo I d'Austria e la pace sabotata. Ragioni e conseguenze del fallimento delle trattative di pace nella Grande Guerra Carotenuto Mario - Fede & Cultura, 2010 - Storica
Buona parte della storiografia ufficiale sostiene che l'Austria-Ungheria si dissolse a causa del cosiddetto "problema delle nazionalità", nel senso che furono i suoi popoli a volere la fine dell'impero, perché essi lo ritenevano una "prigione dei popoli". Lo smembramento dell'impero in tante repubbliche faceva parte in realtà di un progetto della massoneria francese, nato addirittura prima della Rivoluzione del 1789, che mirava a repubblicanizzare l'Europa intera e a distruggere lo Stato Pontificio. Fu infatti la massoneria francese, successivamente sostenuta da quella italiana, che ordì per sabotare ogni tentativo di pace, soprattutto se proveniente da Carlo I d'Austria, imperatore e baluardo cattolico, e a volere lo smembramento dell'impero, mentre alcuni lungimiranti politici, tra cui il primo ministro Lloyd George e il segretario di stato americano Lansing, cercarono di evitarlo. L'impero austro-ungarico era ritenuto da questi ultimi l'unico contrappeso alla Germania e al militarismo prussiano, nonché la sola barriera che poteva contenere la penetrazione bolscevica in Europa. Se nella primavera del 1917 l'offerta di pace di Carlo I fosse stata accettata, la storia d'Europa sarebbe stata sicuramente diversa.