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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Opere E Libri con argomento Davis Miles
Miles Davis. La storia illustrata. Ediz. illustrata Dregni M. (Cur.) - Il Saggiatore, 2013 - Opere E Libri
Compositore, bandleader e visionario, Davis rimane una delle figure più innovative, influenti e illustri della storia della musica. All'avanguardia di generi come bebop, cool jazz, hard bop, jazz modale e fusion, ancora oggi è l'artista jazz più amato e venduto di tutti i tempi. Un tributo "all-star" a Miles, con interviste e ricordi di Sonny Rollins, Bill Cosby, Herbie Hancock, Ron Carter, Clark Terry, Lenny White, Greg Tate, Ashley Kahn, Robin D.G. Kelley, Francis Davis, George Wein, Vincent Bessières, Gerald Early, Nate Chinen, Nalini Jones, Dave Liebman, Garth Cartwright e altri ancora. Correda il testo un ricco apparato fotografico tratto dagli archivi di Francis Wolff, William Gottlieb, Bob Willoughby, William "PoPsie" Randolph, Lynn Goldsmith e altri.
Miles live e in studio. Quattordici album fondamentali Cook Richard - Il Saggiatore, 2008 - Opere E Libri
Pincipe delle tenebre, angelo diabolico del jazz, instancabile, rabbioso Miles. Artista lontano dai compromessi, cercò di rivoluzionare la musica seguendo un proprio demone che pretendeva di ascoltare solo se stesso. Sono trascorsi quasi vent'anni dalla sua morte, ma Miles Davis continua a essere l'incarnazione del jazz moderno, inteso come forma musicale misteriosa, esotica e lontana da qualsiasi definizione. Senza scadere nell'agiografia, attraverso quattordici punti cardine delle sue incisioni discografiche Richard Cook scandisce i momenti della ricerca di Miles, della sua rincorsa a una musica ogni volta diversa, passando dal bebop al modale al jazz-rock. L'autore alza il sipario sulle session del trombettista svelando l'alchimia che veniva a crearsi in sala d'incisione e sul palco, gli scontri e le amicizie che portavano alla scelta dei musicisti e alla composizione dei brani. Da Birth Of the Cool a Miles Davis & Quincy Jones Live at Montreux, passando attraverso successi come Kind Of Blue e Nefertiti, in ciascun capitolo Cook focalizza l'attenzione sulla realizzazione di un singolo disco e, tra registrazioni live e in studio, ci fa scoprire l'abilità con cui il musicista cambiava approccio a seconda che stesse suonando in un locale notturno oppure dovesse affrontare un paziente lavoro in sala d'incisione. Miles, definito il Picasso del jazz per la capacità di dare vita a molteplici espressioni artistiche, non aveva però in comune con il pittore la gioia di vivere.
Bitches brew. Genesi del capolavoro di Miles Davis Merlin Enrico Rizzardi Veniero - Il Saggiatore, 2009 - Opere E Libri
19 agosto 1969. Mentre si ripulivano i prati di Woodstock, Miles Davis portò in studio un'"orchestra" senza precedenti: tredici solisti con chitarre e tastiere elettriche, quattro percussionisti, un clarinetto basso, un sax soprano. Con qualche appunto sulla carta e dopo solo una serata di prove, in tre mattine si registrò un disco la cui portata storica fu subito chiara. Fin dalla sua pubblicazione, "Bitches Brew" ridefinì il campo della musica contemporanea e influenzò intere generazioni di musicisti e di ascoltatori. Era ancora "jazz"? Molti parlavano del capostipite di un nuovo genere musicale che fondeva le sottigliezze improvvisative del jazz con l'energia del rock. Ma la vera, inaudita novità stava nelle proporzioni, nel respiro formale di brani insolitamente estesi per venti e più minuti, frutto di un sapientissimo lavoro di postproduzione. Visionario, psichedelico, progettato come un'opera musicale innovativa e allo stesso tempo pianificato come un grande successo commerciale, "Bitches Brew" fu il risultato di una serie di esperimenti durati alcuni anni, durante i quali la visione artistica di Miles entrò in una fruttuosa tensione con gli interessi del suo editore, ma potè contare sempre sulla sottile mediazione del produttore-compositore Teo Macero. Consultando per la prima volta un corposo materiale d'archivio, e grazie all'accesso ai nastri di lavoro conservati presso la Columbia, Enrico Merlin e Veniero Rizzardi ricostruiscono la genesi dell'album.