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  • 9791281940178 Da quale parte del mare
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  • 9791281658097 Il dono di Natale
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  • 9791281409293 Ribellioni. Conversazioni femministe tra sociologia e storia
  • 9791281389144 Napoli-Capri 900
Patria e umanità. Il pacifismo democratico italiano dalla guerra di Libia alla nascita della Società delle Nazioni libro
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LIBRO   9788815264824

Patria e umanità. Il pacifismo democratico italiano dalla guerra di Libia alla nascita della Società delle Nazioni D'angelo Lucio   -  Il Mulino, 2016  -  Percorsi

Attraverso un'ampia documentazione, il libro ricostruisce la storia del pacifismo italiano di matrice radicale, repubblicana e liberale progressista, dalla nascita in Italia della prima associazione pacifista "ufficiale", avvenuta nel 1885 a Torino, fino agli anni del primo dopoguerra. II lento, spesso faticoso, ma costante processo di crescita del movimento italiano per la pace, riconosciuto anche sul piano internazionale con l'assegnazione nel 1907 del premio Nobel per la pace a Ernesto Teodoro Moneta, fu interrotto dalla guerra di Libia, la quale provocò al suo interno una spaccatura fra coloro che approvavano l'impresa per considerazioni di natura nazional-patriottica e quanti l'avversavano con fermezza, giudicandola una pura guerra di conquista. La crisi d'identità del pacifismo democratico italiano fu aggravata dallo scoppio del primo conflitto mondiale, poiché finirono con l'aderire alla causa interventista non solo quei suoi rappresentanti che si erano espressi a favore della guerra italo-turca, ma quasi tutti quelli che l'avevano osteggiata. Non per questo i dirigenti del pacifismo borghese italiano che avevano fatto proprie le ragioni dell'interventismo democratico rinnegarono gli ideali pacifisti, prova ne sia che, sin dalle ultime settimane di guerra, si fecero paladini dei princìpi wilsoniani e della necessità di dar vita a una Società delle Nazioni.

€ 18.00 € 17.10
LIBRO   9788815251428

La difesa dell'italianità. L'ufficio per le zone di confine a Bolzano, Trento e Trieste (1945-1954) D'amelio D. (Cur.)  Di Michele A. (Cur.)  Mezzalira G. (Cur.)   -  Il Mulino, 2015  -  Percorsi

L'Ufficio per le zone di confine (Uzc), attivo dal 1946 al 1954 sotto la responsabilità politica del giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti, rappresenta una fonte di assoluto rilievo per comprendere la storia delle aree italiane di frontiera, nella fase di transizione del secondo dopoguerra. L'ufficio fu infatti il laboratorio in cui si studiarono le politiche relative alle regioni di confine e il terminale incaricato di applicarvi le strategie del governo centrale. L'Uzc operò in contesti complessi come quelli dell'Alto Adige e della Venezia Giulia, regioni connotate dall'emergere di temi che mettevano in discussione la stessa sovranità italiana su quei territori. Sulla base dello studio della documentazione dell'ufficio, recentemente riordinata e messa a disposizione dall'Archivio della Presidenza del Consiglio, le ricerche qui proposte - di studiosi di lingua italiana, tedesca e slovena e provenienti dalle rispettive aree di confine - permettono di evidenziare similitudini e divergenze delle scelte di Roma nella "difesa dell'italianità" delle frontiere.

€ 42.00