Libri di Carla Guidi
Bibliografia di Carla Guidi: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Robin Sons con argomento S
Città reali, città immaginarie. Migrazioni e metamorfosi creative nella società nell'«Antropocene», tra informatizzazione ed iper-urbanizzazione Guidi Carla - Robin Edizioni, 2019 - Robin&Sons
Il libro della giornalista Carla Guidi (con una nota introduttiva del sociologo Franco Ferrarotti e del giornalista e sociologo Pietro Zocconali, Presidente A.N.S) registra i significativi valori di alcuni fenomeni sociali ed artistici, scelti in funzione del fatto di possedere alcune caratteristiche in comune, ma soprattutto in quanto capaci di esprimere collettivamente un disagio, un problema e contemporaneamente rappresentare la ricerca attiva di una risposta, di una risoluzione creativa, permettendo infine un movimento economico ed occupazionale non indifferente. Con la collaborazione del fotografo Valter Sambucini, si vuole mettere in evidenza la ricerca sociale - espressa attraverso prassi e manifestazioni - di un'identità attraverso la storia, la memoria personale-antropologica e dei territori ma, al contempo, l'esercizio della creatività attraverso gli scambi culturali tra le etnie e le metamorfosi evolutive in rapporto all'immaginario delle mitologie, ad opera dei linguaggi dell'arte. Infatti, nel suo contributo al presente testo, lo storico dell'arte Giorgio Di Genova ha comparato i racconti fotografici di Valter Sambucini a Lo cunto de li cunti: Il fil rouge, che percorre questi soggettivi reportages di Sambucini, è fortemente impregnato di interesse per la spettacolarità sia degli effetti visivi che dei comportamenti umani e delle produzioni creative, nonché dei loro sottintesi rapporti. Inoltre, come risulta evidenziato dalla scelta dell'immagine di copertina, Carla Guidi ha notato un rapporto molto stretto tra i percorsi pittografici della Street Art ed i percorsi incisori degli artisti del Tatuaggio, che utilizzano entrambi un immaginario nato da un evocativo eclettismo multiculturale e multimediale. Si tratta di un rapporto simbolico tra la pelle umana ed i muri delle città, in quanto entrambi in funzione di confine io/altro; protezione e glorificazione dell'individualità psicofisica ma anche primo spazio interattivo di comunicazione sociale, mettendo in atto singolarmente la ricerca di un nuovo habitus identitario così come la città diviene organismo rispettoso della memoria antropologica e dell'evoluzione nella creatività artistica, contrastando il degrado e l'anomia. Sono anche queste le considerazioni attentamente valutate nelle Postfazioni dello scrittore Roberto Morassut e del Presidente dell'Ass. Etica Massimo De Simoni. Riguardo in particolare al tatuaggio, vi sono i contributi di Eliseo Giuseppin, sulla diffusione geografica del tatuaggio nella preistoria, e dell'artista Marco Manzo, che ha appena pubblicato il suo "Manifesto del tatuaggio Orna-Mentale" sottolineando, in linea con i propositi di questa ricerca, che l'intervento sul corpo umano non deve né può dimenticare la sacralità dell'essere, spesso irretito da un frenetico susseguirsi di mode occasionali o stili di vita, a volte non rispettosi della salute psicofisica o addirittura della stessa fisiologia. A conclusione un articolo riguardante l'Accademia Ars Estetica.
Lo sguardo della Sibilla. Dal «Daimon» all'«Anima Mundi»: la poetica di Placido Scandurra Guidi Carla - Robin Edizioni, 2021 - Robin&Sons
«Si può dire che la vita di Placido Scandurra è stata ed è ancora ad immersione totale nelle arti: una carriera da restauratore, molto richiesto e stimato in Italia ed all'estero, professore di pittura e tecniche dell'incisione, soprattutto talentuoso e generoso artista, sempre disponibile a promuovere rapporti internazionali ed organizzare mostre. Nella sua vita, inoltre, non è mancata un'esperienza formativa e spirituale, cioè la sua adesione ad un nuovo tipo di yoga chiamato Sahaja Yoga o Yoga spontaneo, fondato da Shri Mataji Nirmala Devi (1923-2011), nota attivista indiana, diventando sahaja yogi lui stesso. Fondamentali, i ricordi d'infanzia e le impressioni forti e leggendarie che, una terra antica ed energetica come quella siciliana, ha impresso nel suo personale immaginario, testimoniati nel significato profondo della sua arte. In copertina un quadro della Sibilla di Tivoli, Sibilla Albunea o Tiburtina che, secondo la leggenda, profetizzò la nascita di Gesù Cristo nel mondo classico. Qui è stata rappresentata con un solo occhio, il pineale occhio dell'anima con capacità di chiaroveggenza, ma è anche un significativo rimando all'odierna tecnologica informatica, all'interno di quella Société du Spectacle già descritta negli anni '60/'70 dal filosofo francese Guy Debord, come Il cattivo sogno della società incatenata; cioè la "società dalle immagini" ipnotiche ed anestetiche. L'occhio non è innocuo. Come parte stessa del cervello, può abbracciare il suo oggetto in un'apoteosi di bellezza oppure può ridurlo in pezzi, mentre la parte ancora selvaggia che sta dentro di noi tende ad agire secondo reazioni primarie, se non integrata ed allenata alla complessità ed alla tolleranza. L'artista, stabilitosi a Roma, facendo presto la scelta di non seguire le mode e gli schieramenti di mercato, in nome di una ricerca personale e coerenza interiore, ci avverte che soprattutto non dobbiamo dimenticare il nostro contesto. Abbiamo creduto infatti di poter sottomettere con la tecnologia Madre Natura, in una visione del mondo antropocentrica, alimentando infine un'economia perversa, basata sull'illusione della crescita illimitata. In tal senso gli argomenti e le tematiche, all'interno delle quali si muove la sua poetica, sono di ispirazione junghiana e l'artista sembra muoversi dialetticamente tra due forme di rappresentazione predilette, in una specie di oscillazione tra l'osservazione della moltitudine dell'umanità (tutti collegati come siamo al destino comune della Natura) e la persistenza del rapporto con il Daimon ovvero l'Alter ego, il doppio divino, l'intermediario tra gli uomini e gli dèi, dotato di un grande potere, ora sublime, ora malevolo, ma sempre misterioso. Molti sono stati i grandi critici e storici dell'arte che hanno scritto di lui su prestigiose testate e le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.»