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- 9788815397034 La teoria del diritto di Hans Kelsen. Una introduzione critica
Tra apologia e utopia. Forma e decisione nel diritto internazionale. (Il contributo di Martti Koskenniemi) La Torre M. (Cur.) - Edizioni Scientifiche Italiane, 2013 - L'europa Del Diritto
Si pubblicano qui gli "atti" di un seminario organizzato dall'Università di Catanzaro e tenuto a Copanello nel luglio del 2010 sull'opera di Martti Koskenniemi, probabilmente il più influente e stimolante teorico contemporaneo del diritto internazionale, con la partecipazione dello stesso studioso finlandese. Il tema è la concettualizzazione del diritto internazionale, una disciplina ed una pratica - com'è noto - dallo statuto epistemologico e normativo assai fragile. Ancora nel 1961 H.L.A. Hart, il grande "jurisprudent" britannico, nel suo libro "The Concept of Law" metteva in forse la giuridicità del "diritto" internazionale. Ciò contro Hans Kelsen, che invece addirittura colloca il diritto internazionale al vertice del suo ordinamento gerarchico di livelli giuridico positivi.
Pretesa di progresso. Sull'evoluzione nel diritto La Torre Massimo - Edizioni Scientifiche Italiane, 2021 - L'europa Del Diritto
Questo saggio è un tentativo di riconsiderare la nozione di evoluzione del diritto alla luce di una prospettiva normativa, non funzionale o funzionalistica. Il discorso sull'evoluzione del diritto viene così sganciato da qualsiasi ancoramento in una Weltanschauung finalistica della storia, ovvero in una cosmologia darwiniana, oppure ancora in una teoria sistemica od autopoietica per cui il fenomeno giuridico sarebbe il progressivo svolgimento di accresciuta complessità. L'evoluzione del diritto è piuttosto interpretata e studiata come modificazione (e progressione e miglioramento) puntuale, molecolare - se si vuole -, tra due specifiche coordinate temporali. A tal fine nessuna grande teoria è messa in gioco; non si presuppone alcuna teleologia interna alla natura umana né alla storia della società. Non c'è «immanenza del divenire» né «destino dell'Essere», né tantomeno «Provvidenza», nelle vicissitudini della storia al di là di ciò che in essa apportano i soggetti coinvolti. La storia non garantisce la razionalità e le virtù del diritto. L'evoluzione emerge piuttosto nella «pretesa di progresso» che può identificarsi come condizione pragmatica di validità del discorso e dell'atto giuridico. La filosofia della storia del diritto, se c'è, risiede non in una narrativa di epoche e stadi che si susseguono secondo un piano generale, bensì nel fatto modesto, nondimeno denso di implicazioni normative, che l'uso e l'applicazione della norma giuridica si dà con pretesa di giustizia ed in un orizzonte di speranza.