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- 9788815397034 La teoria del diritto di Hans Kelsen. Una introduzione critica
L'interesse legittimo oltre la teoria generale. Neutralità metodologica e giustizia amministrativa. «Per una piena realizzazione dello Stato di diritto» Magri Marco - Maggioli Editore, 2017 - Orizzonti Del Diritto Pubblico
La scienza italiana del diritto amministrativo ha a lungo identificato il nucleo centrale della problematica dell'interesse legittimo con l'interrogativo sulla possibilità di una sua autonoma classificazione tra le situazioni giuridiche soggettive riconosciute dalla "teoria generale del diritto". La presunta affidabilità dell'impianto teorico generale, la sua capacità di erigersi ad unico criterio metodologicamente accettabile della ricerca sull'interesse legittimo, ha contribuito in maniera decisiva al successo delle ipotesi dottrinali volte al riconoscimento della responsabilità della pubblica amministrazione per danni da provvedimento illegittimo e, più ampiamente, al consolidamento dell'opinione per cui lo scopo del giudizio amministrativo è l'aggiudicazione di utilità singolari e non semplicemente il ristabilimento del diritto oggettivo o dell'interesse pubblico. Da qui la certificazione della "morte" di un certo modo di intendere l'interesse legittimo e la nascita di una prospettiva più moderna, incentrata sulla struttura necessariamente correlata del rapporto, bilaterale o multilaterale, istituito dalle norme che conferiscono poteri alla pubblica amministrazione. Il richiamo alla "teoria generale" ha portato con sé, tuttavia, anche frammenti di quella dottrina dello Stato a sovranità monarchico-parlamentare affermatasi in Italia nel periodo anteriore alla Costituzione del 1948. Tra questi il dogma della legittimazione ad agire, nella sua duplice veste di criterio di esclusione dell'azione popolare e di requisito (rigorosamente autonomo dall'interesse ad agire) di ammissibilità della domanda di annullamento. È un teorema che postula l'inaccessibilità alla giustizia amministrativa di chi non agisca per soddisfare la titolarità di un interesse "preso in considerazione" dalle norme che conferiscono poteri; una prospettiva, dunque, che esclude astrattamente la tutela di chi, non in piena armonia con la "volontà" della legge, persegue una "sua" utilità, diversa da quella della classe di soggetti per cui la legge ha conferito poteri all'amministrazione. L'interesse legittimo oltre la teoria generale è un invito a riflettere criticamente su tale schema: non sulla validità, beninteso, ma sulla presunta inderogabilità del vincolo metodologico-dogmatico.
La tutela dei terzi nel diritto amministrativo Mannucci Giulia - Maggioli Editore, 2016 - Orizzonti Del Diritto Pubblico
Il tema dei terzi nel diritto amministrativo interseca problemi di portata generale: la natura delle pretese nei confronti della amministrazione, la configurabilità di relazioni amministrative a più parti, l'oggetto del processo, la tensione tra profili oggettivi e soggettivi della tutela. Secondo un punto di vista diffuso, la garanzia dei terzi sarebbe il vero discrimine tra diritto pubblico e diritto comune: mentre il contratto ha efficacia inter partes, l'azione pubblica è suscettibile di ledere una pluralità di interessi che meritebbero tutela. Tuttavia, nel formulare questo giudizio di meritevolezza, il giudice non di rado prescinde dall'accertamento di una posizione individuale del terzo, che viene piuttosto tutelato come titolare di una frazione indifferenziata dell'interesse pubblico. Tale approccio moltiplica le occasioni di sindacato sul potere, ma implica la rinuncia a distinguere tra diritti e interessi semplici, introducendo una contraddizione nell'impostazione soggettiva del sistema di giustizia vigente. L'indagine intende, perciò, recuperare la valenza individuale delle situazioni garantite, mettendo a punto gli strumenti concettuali necessari a discernere, all'interno della tradizionale categoria dei terzi, tra le 'terze parti' di un rapporto multipolare e i 'chiunque'.