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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi con argomento Freud Sigmund
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- 9791223281796 La lumaca è lenta ma mai in ritardo
- 9788893198769 Running Buddha
- 9788833047874 The kitchen
- 9788810003008 Il rovescio di un biblista
Lettere sullo sfondo di una tragedia. Freud e Zweig tra Vienna e Gerusalemme (1927-1939) Meghnagi D. (Cur.) - Marsilio, 2000 - Saggi. Critica
Uno spaccato del mondo culturale ebraico europeo tra le due guerre, diviso e lacerato fra opzioni politiche e culturali diverse. Uno sguardo dall'interno dell'uomo Freud sui destini del popolo ebraico e della civiltà europea di fronte alla catastrofe che incombe. Nel corso degli anni trenta, dopo l'ascesa di Hitler al potere, Zweig abbandona il suo paese natale per rifugiarsi in Palestina dove mantiene una fitta corrispondenza con l'amico Freud. Nel dialogo tra Freud e Zweig è possibile cogliere gli echi del travaglio che porterà Freud a scrivere i tre saggi sull'uomo Mosè, il suo testamento spirituale.
Studi freudiani Meghnagi D. (Cur.) - Guerini E Associati, 1989 - Saggi
Studi freudiani - Guerini e Associati
Freud, Jung, Sabina Spielrein e «la faccenda nazionale ebraica» Meghnagi David - Bollati Boringhieri, 2025 - Saggi
È il 1913 quando si consuma la rottura definitiva tra Carl Gustav Jung e Sigmund Freud. Sopra le dispute teoriche che dividono i due psicoanalisti, legati da un rapporto amicale oltre che professionale, aleggia l'ombra della delicata «questione razziale». Freud - ateo convinto, severo critico di ogni religione - si riconosce profondamente nella tradizione dell'ebraismo. Teme però che la psicoanalisi venga percepita come una «faccenda nazionale ebraica», e cerca alleati che le diano respiro oltre i confini di quella comunità. Anche per questo apre a Jung, non ebreo, che nel 1910 diventa così presidente dell'Associazione psicoanalitica internazionale. Ma l'«erede designato» per lo sviluppo del movimento porta con sé un inquietante bagaglio di opinioni sull'ebraismo, frutto di un nodo irrisolto nel pensiero e nella cultura: per lui l'ebreo apparterrebbe a una psicologia altra, segno di una differenza radicata nella «razza», e le sue convinzioni finiscono per alimentare pregiudizi e stereotipi antisemiti. Lo scontro con Freud è inevitabile. «La frattura del movimento psicoanalitico», scrive David Meghnagi, «coinvolse poche decine di persone. Divenne però lo specchio di una tragedia più grande», un clima d'odio che l'ascesa al potere del nazismo avrebbe portato alle estreme conseguenze. In mezzo a questa frattura si colloca Sabina Spielrein, figura ponte tra i due maestri: paziente e amante di Jung, viene in seguito accolta da Freud nel gruppo viennese. Il suo Diario testimonia un'esperienza ambivalente, sospesa tra riconoscimento intellettuale e marginalizzazione, tra appartenenza al movimento e resistenza ai suoi paternalismi. Nel racconto dell'autore, attraverso i carteggi con Jung e Freud, prendono corpo le voci di colleghi come Sándor Ferenczi, Karl Abraham, Ernest Jones e soprattutto Erich Neumann - tra i più originali allievi di Jung, del quale criticherà apertamente le posizioni antisemite e l'iniziale collusione morale con il nazismo. Si ricostruisce così un quadro complesso: non solo lo scontro umano tra due amici, ma le profonde contraddizioni culturali e intellettuali di un'Europa davanti all'abisso.