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La nuova legittima difesa. Commento organico alla L. 26 aprile 2019, n. 36 (Modifica al codice penale e altre disposizioni in materia di legittima difesa) Marino Raffaele Castelletti Paola - Edizioni Giuridiche Simone, 2019 - Lex Orienta
La riforma della legittima difesa muove dall'esigenza di assicurare che il soggetto aggredito nel proprio domicilio sia immune da responsabilità penale: la novella mette mano sia all'art. 52 c.p. - estendendo l'area della legittima difesa domiciliare come causa di giustificazione del fatto (piano dell'antigiuridicità del fatto) - sia all'art. 55 c.p. - incidendo sulla disciplina dell'eccesso nelle cause di giustificazione (piano della colpevolezza del fatto, antigiuridico in ragione del superamento dei limiti della scriminante) e dando vita in particolare a un'ipotesi in cui l'eccesso colposo nella legittima difesa domiciliare non è colpevole perché scusato in ragione delle particolari circostanze. In altre parole vengono profilati più ampi margini per considerare lecito il fatto commesso e considerare non colpevole o non rimproverabile il fatto stesso, quando i limiti della legittima difesa sono stati superati e il fatto è illecito. Se e quando non potrà invocare la causa di giustificazione, l'aggredito nel domicilio potrà comunque invocare la non colpevolezza per il fatto illecito, commesso pur eccedendo colposamente i limiti della causa di giustificazione. Per garantire l'impunità a chi si difende nel domicilio, il legislatore ha esteso l'ambito di applicazione della legittima difesa da un lato, rafforzando la presunzione di proporzione tra difesa e offesa, di cui al c.2; dall'altro lato, nel nuovo c.4 introducendo un'inedita presunzione di legittima difesa (cioè di tutti i requisiti della scriminante, compresa la necessità della difesa).
La cooperazione internazionale in materia di assistenza giudiziaria penale alla luce del D.lgs 3 ottobre 2017, n. 149 (Disposizioni di modifica del libro XI c.p.p. in materia di rapporti giurisdizionali con autorità straniere) Marino Raffaele - Edizioni Giuridiche Simone, 2017 - Lex Orienta
Con il D.Lgs. 3 ottobre 2017, n. 149 è stata approvata la Riforma del Libro XI del c.p.p. in materia di rapporti giurisdizionali con autorità straniere. Il decreto legislativo contiene modifiche alla normativa in materia di assistenza giudiziaria, in tema di cooperazione penale internazionale volta a disciplinare la raccolta delle prove. La riforma del Libro XI, oltre che per adeguare l'apparato normativo di assistenza giudiziaria a fronte di una criminalità organizzata sempre più transnazionale, costituisce una priorità anche in relazione alle significative modifiche alla disciplina dell'assistenza giudiziaria penale introdotte a livello di Unione europea, essenzialmente finalizzate all'acquisizione probatoria. L'intervento intende sia rafforzare la cooperazione giudiziaria penale all'interno dell'Unione sia regolare i rapporti con le autorità giudiziarie dei Paesi extra UE con i quali sono in vigore plurime convenzioni e accordi internazionali; i rapporti con tali Paesi andranno, infatti, regolamentati in maniera diversa rispetto a quelli con i Paesi membri dell'Unione europea. Va ribadito in questa sede il carattere sussidiario della riformata disciplina del Libro XI. Nei rapporti con i Paesi dell'Unione europea si applicano prioritariamente le norme dei Trattati (Trattato sull'Unione europea e Trattato sul funzionamento dell'Unione) e dei relativi atti normativi di attuazione nonché, se tali norme mancano o non dispongono diversamente, le convenzioni internazionali e le norme di diritto internazionale generale. Nei rapporti con Paesi che non facciano parte dell'Unione europea si applicano prioritariamente le norme delle convenzioni internazionali in vigore per lo Stato e le norme di diritto internazionale generale. Nei rapporti con Paesi diversi, manchino le norme indicate o non sia diversamente disposto, si applica il Libro XI c.p.p.
Il contratto a tutele crescenti (CATUC) Marano A. (Cur.) Solombrino M. (Cur.) - Edizioni Giuridiche Simone, 2015 - Lex Orienta
Questo testo espone la nuova disciplina sanzionatoria del licenziamento individuale e collettivo, all'indomani della riforma operata dal D.Lgs. 4-3-2015, n. 23 che, in attuazione del cd. Jobs Act (L. 183/2014), ha introdotto il contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti (cd. CATUC). Il testo tornisce un'analisi ad ampio spettro della novella legislativa, approfondendone gli aspetti applicativi, i vantaggi per le imprese e le nascenti problematiche, in un quadro sistematico di confronto tra il "vecchio" e il "nuovo" regime, di particolare interesse per quanti si trovino, a vario titolo, a gestire il passaggio alla nuova disciplina.