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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Tridente Campus con argomento Psicologia
Metafore del sé Cavallari Giorgio Kaufman Gianni Doveri Nicolò - Moretti & Vitali, 2017 - Il Tridente. Campus
Gli scritti raccolti nel libro propongono tre spunti interpretativi per la comprensione e l'impiego clinico, nella psicoterapia contemporanea, del concetto di Sé proposto da C.G. Jung. I primi due testi attingono da tradizioni religiose distanti - la concezione cristiana del "Dio trinitario" e il "Non-Sé del Buddismo" - per offrire immagini suggestive e attuali della totalità psichica. Il terzo rimanda alla fenomenologia e all'immaginario onirico per sondare l'ipotesi del "Sé come dimora" interiore. L'intento comune è indagare lo scenario ormai molto frequente delle esperienze di dissociazione e frammentazione psichica, prodotto di appartenenze e identificazioni insieme coinvolgenti e complesse, che segnalano una costituzione progressivamente meno coesa e sempre più plurale del Sé. In vista peraltro della tensione a rintracciare nuovamente, attraverso percorsi e modi di conoscenza individuale, il senso di originalità e la dimensione unitaria che connotano l'esperienza soggettiva umana. Un ruolo chiave, sotto questo profilo, assumono la dimensione temporale - intreccio fra memorie e progettualità tesa al futuro - e quella spaziale, intesa come rispecchiarsi e simbolizzarsi del Sè nel luogo delle origini e nell'habitat quotidianamente vissuto. La cifra "plurale" del discorso sul Sé, infine, assume più apertamente rilievo nella relazione analitica, dove è in gioco non solo la soggettività "plurale" del paziente ma anche quella del terapeuta. Alla luce delle molteplici metafore che gli autori rintracciano, è poi inevitabile porsi la domanda: a quale tipo di "oggettività" può tendere l'interpretazione analitica?
Etica del giudizio e etica della contemplazione. L'economia si regge sull'ignoranza? Girard Giorgio - Moretti & Vitali, 2007 - Il Tridente. Campus
Il libro esamina la base conflittuale della struttura economica del tempo presente, che si regge sulla competizione in cui il più forte (il "migliore") scaccia il più debole (il "peggiore"). In questo contesto sociale competitivo i desideri e i bisogni umani acquistano loro stessi caratteri sempre più competitivi e il consumo diviene la palestra in cui essi esprimono la loro arroganza, il proprio essere "più" degli altri. Che quindi si tratti di giudicare, o che si tratti di consumare, sarà all'opera sempre un punto di vista, una posizione espressa dall'Io di ciascuno, che avrà allora necessariamente un carattere individuale e parziale. Un'importante ipotesi che il libro avanza è che sia proprio questo eccesso di individualismo e confronto, quasi ossessivo, con "l'altro", tipico della nostra epoca, a far prender coscienza dei pericoli che la parzialità delle prospettive comporta, e a cercare quindi altre strade nel relazionarsi tra gli uomini. Sembra allora affacciarsi la consapevolezza che sia urgente allargare la prospettiva dello sguardo oltre il soggetto e le sue pretese per far emergere la valenza e il senso anche delle opinioni non condivise, o dei bisogni e dei desideri che non sono propri, ma altrui: si fa così strada la contemplazione" della panoramica delle opinioni che tende a contrastare e ridimensionare lo strapotere dell'Io.
Etica del giudizio e etica della contemplazione. L'economia si regge sull'ignoranza? Girard Giorgio - Moretti & Vitali, 2007 - Il Tridente. Campus
Il libro esamina la base conflittuale della struttura economica del tempo presente, che si regge sulla competizione in cui il più forte (il "migliore") scaccia il più debole (il "peggiore"). In questo contesto sociale competitivo i desideri e i bisogni umani acquistano loro stessi caratteri sempre più competitivi e il consumo diviene la palestra in cui essi esprimono la loro arroganza, il proprio essere "più" degli altri. Che quindi si tratti di giudicare, o che si tratti di consumare, sarà all'opera sempre un punto di vista, una posizione espressa dall'Io di ciascuno, che avrà allora necessariamente un carattere individuale e parziale. Un'importante ipotesi che il libro avanza è che sia proprio questo eccesso di individualismo e confronto, quasi ossessivo, con l'altro, tipico della nostra epoca, a far prender coscienza dei pericoli che la parzialità delle prospettive comporta, e a cercare quindi altre strade nel relazionarsi tra gli uomini. Sembra allora affacciarsi la consapevolezza che sia urgente, anzi quasi vitale se si considerano i riflessi sull'ambiente di questa psicologia individuale così particolarmente aggressiva, allargare la prospettiva dello sguardo oltre il soggetto e le sue pretese per far emergere la valenza e il senso anche delle opinioni non condivise, o dei bisogni e dei desideri che non sono propri, ma altrui: si fa così strada la contemplazione della panoramica delle opinioni che tende a contrastare e ridimensionare lo strapotere dell'Io.