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La rivolta di Masaniello in Napoli e nella campagna vesuviana. 29 settembre 1947-16 novembre 1948 Marciano F. (Cur.) Casale A. (Cur.) - Youcanprint, 2021 - Storia / Generale
Il saggio di Felice Marciano e Angelandrea Casale ripercorre le vicende storiche accadute in Napoli e nel territorio vesuviano dopo la morte di Masaniello (16 luglio 1647), quando Enrico II di Lorena, duca di Guisa, si pose a capo della cosiddetta "Reale Repubblica di Napoli", guidando gli insorti per un semestre, subendo una fine miserevole. La fonte di riferimento è stata lo studio dello storico Camillo Minieri Riccio. Da Napoli nel giro di qualche mese la rivoluzione si propagò nelle località del vesuviano e così agli inizi di ottobre insorsero, schierandosi a favore del popolo, Salerno, Nocera de' Pagani, Cava, San Severino, Angri, Aversa, Torre del Greco ed altri paesi. A capo degli insorgenti venne nominato Gennaro Annese maestro fucilaro di scoppette, al quale venne dato il titolo di Generalissimo del Popolo. Nonostante il Viceré il 29 gennaio 1648 concedesse al popolo insorto il perdono generale, l'insurrezione andò avanti. Fra alterne vicende si giunse al 12 giugno 1648, giorno in cui venne fatto prigioniero Gennaro Annese, decapitato dieci giorni dopo. Così, una dopo l'altra le città occupate dai popolani verranno liberate dai Realisti.
La flotta napoletana Sirago Maria - Licosia, 2018 - Storia / Generale
Nel complesso sistema imperiale spagnolo il viceregno napoletano, cuore del sottosistema italiano (con la Sicilia e la Sardegna), ha giocato un ruolo fondamentale, assumendo la funzione di antemurale per la difesa dagli attacchi di turchi e barbareschi: esso è diventato così la base portante dell'intero sistema difensivo iberico, in chiave di difesa passiva, attraverso la rete di porti e città fortificate, e di difesa attiva con flotte numerose e agguerrite di galere, galeazze e vascelli costruiti nel suo arsenale, da aggregare alla Armada spagnola insieme alle "squadre collegate", in primis la genovese e la maltese. La scena principale era quella occupata dalla monarchia di Spagna, per antonomasia la superpotenza del tempo, tra Mediterraneo e Atlantico, impegnata nel costruire e mantenere il proprio primato geo-politico, contro avversari europei (Francia su tutti, ma anche Inghilterra, Olanda e altri) e contro il nemico mortale, l'Impero Ottomano, dunque i turchi, e i compositi potentati nord-africani (pirati, corsari, barbareschi), entrambi antagonisti irredimibili sul piano religioso. In questo scenario l'apporto economico di Napoli è stato fondamentale, anche se l'enorme sforzo bellico ha creato un forte disavanzo nel bilancio del viceregno, sottoposto ad una costante pressione fiscale.