Libri su Napoli
Saggi, romanzi e guide sulla storia e la cultura partenopea di Napoli
Linguaggi e pratiche del potere. Genova e il Regno di Napoli tra Medioevo ed età moderna Petti Balbi G. (Cur.) Vitolo G. (Cur.) - Lavegliacarlone, 2007 - Centro Interuniversitario Per La Storia
Genova e il Regno di Napoli: due realtà diverse sul piano politico-istituzionale e sociale, che qui vengono indagate dal punto di vista della storia dei linguaggi e delle culture politiche nel contesto del variegato panorama dell'Italia del tardo Medioevo, che vedeva, da un lato, l'affermazione progressiva degli Stati territoriali a proiezione regionale e la tendenza, da parte di signori e principi, a legittimare il proprio potere anche attraverso l'adozione di cerimoniali, simboli e modelli di comportamento mutuati dalle monarchie e, per il tramite di esse, dalla sacralità religiosa, dall'altro una dilatazione degli spazi di iniziativa delle comunità cittadine del Mezzogiorno, anch'esse partecipi, in maniera più o meno intensa, di quella circolazione di uomini, discorsi e pratiche della contrapposizione politica allora in atto nella penisola. Premessa di Giovanna Petti Balbi e Giovanni Vitolo. Saggi di: Roberto Delle Donne, Silvana Fossati Raiteri, Paola Guglielmotti, Giovanna Petti Balbi, Valeria Polonio, Francesco Senatore, Piero Ventura, Giuliana Vitale, Giovanni Vitolo. Conclusioni di Giuseppe Petralia.
Ritualità monarchica, cerimonie e pratiche devozionali nella Napoli aragonese Vitale Giuliana - Lavegliacarlone, 2006 - Centro Interuniversitario Per La Storia
Nella Napoli aragonese eventi di forte impatto mediatico, quali incoronazioni, funerali, processioni, furono gli strumenti attraverso i quali la monarchia, la Chiesa locale e l'aristocrazia cercarono di garantirsi la massima visibilità politica e di trasmettere messaggi significativi, che a loro volta divenivano fattori creativi nella dinamica politica non solo interna, ma anche estera. La dinastia regia, infatti, oltre rivendicare mediante il linguaggio delle cerimonie la legittimità del proprio potere sia in rapporto ai sovrani aragonesi di Spagna sia nei confronti dei pontefici, dalla cui investitura dipendeva il riconoscimento della propria autorità sul Regno, cercò una propria sacralizzazione attraverso la promozione del culto di alcuni santi. L'aristocrazia, a sua volta, imitando la dinastia regnante, sviluppò una propria cerimonialità funeraria, rappresentativa dello status socio-economico e del prestigio politico sia dei defunti sia delle loro famiglie.