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- 9791222327099 Riflessioni psicoanalitiche
- 9791222317731 Metapsychologica. Rivista di psicanalisi freudiana (2024). Vol. 1: Finalità o finalismo. Percorsi epistemologici attorno alla «causa finale» a partire dalla psicanalisi
- 9788846753625 Comunità psicoanalitica. Rivista della Comunità Internazionale di Psicoanalisi (2018). Vol. 1: Dicembre
- 9788818042467 Il disagio della civiltà. Ediz. integrale
Maestri a confronto De Marinis V. M. (Cur.) Nagliero G. (Cur.) Vigna F. (Cur.) - Moretti & Vitali, 2013 - Il Tridente. Campus
In queste pagine sono raccolte le relazioni presentate nel convegno Maestri a Confronto, organizzato congiuntamente da AIPA, ARPA e CIPA a Torino il 13 ottobre 2012 in ricordo di James Hillman e Mario Trevi, recentemente scomparsi. Un convegno che rappresenta il punto di partenza dello sforzo congiunto delle tre principali associazioni junghiane italiane aderenti allo IAAP nel ricreare le condizioni per un dialogo costruttivo, che parta proprio dall'accettazione delle diversità esistenti nel panorama junghiano e le accolga come un valore aggiunto, una possibilità di molteplici letture, da punti di vista differenti, della medesima realtà. È questo il back ground del confronto, qui proposto, tra due maestri che hanno declinato la loro identità junghiana in modo molto diverso, restando però sempre fedeli ai valori che ci definiscono. In particolare, ambedue gli autori rimandano a un modo di essere junghiani dopo Jung: essi hanno aperto prospettive nuove e significative, sviluppando aspetti parziali del complesso e a volte contraddittorio corpus teorico del Maestro. Ambedue hanno cercato, pur in modi diversi, di traghettare il pensiero junghiano nel terzo millennio, rimodulando gli aspetti che fanno di Jung un pensatore del Novecento. Hillman e Trevi parlano all'uomo postmoderno, un uomo cioè che ha perso fiducia in ogni verità assoluta, ed è costretto a convivere con verità parziali, contestuali.
Riconnessioni. Dall'alessitimia all'anima Vigna F. (Cur.) Favole A. (Cur.) - Moretti & Vitali, 2011 - Il Tridente. Campus
Alessitimia è un termine coniato una quarantina di anni fa, letteralmente significa "non avere le parole per le emozioni". In pratica si tratta di un insieme di deficit della competenza emotiva ed emozionale, palesato dall'incapacità di mentalizzare, percepire, riconoscere e descrivere verbalmente i propri e gli altrui stati emotivi. È un disturbo che si presenta sempre più frequentemente in pazienti psichiatrici e non solo: è sovente accompagnato da forme d'ansia, da panico ed è correlato a somatizzazioni di varia natura, che vanno dalla tachicardia all'ipertensione, dalla dispepsia ai disturbi della sfera sessuale. Come diagnosticare e curare oggi una morbo che va sempre più diffondendosi ? Un gruppo di psicologi analitici e di psicologi-psichiatri analitici di estrazione junghiana si confronta alla ricerca di nuove possibilità di cura che, pur non trascurando gli aspetti neuropatologici, tracciano percorsi terapeutici che si orientano a considerare come centrale, se non addirittura determinante, l'approccio umanistico: quello che solo le psicoterapie umanistiche o, quando possibile, gli approcci psicoanalitici possono offrire. Saggio introduttivo di Augusto Romano.
Il Tempo e l'anima Marsili V. (Cur.) - Moretti & Vitali , 2009 - Il Tridente. Campus
Fino a Bleuler la psichiatria aveva considerato il tempo nella sua dimensione di Cronos, ma con la fenomenologia, il tempo diviene progressivamente i tempi dell'esperienza soggettiva. Assumendo il vertice interno del soggetto in cui si inscrivono i cambiamenti e la tensione vitale. Potrà quindi essere vissuto, arrestato, sospeso, dilatato, negato, svuotato, recuperato. Da parte sua la psicoanalisi, sin dalle origini, sostanzialmente si distanzia in modo netto da questa visione del tempo: l'esistenza del soggetto è nelle identificazioni con i propri oggetti e, quindi nella difficoltà soggettiva a potersene separare. "...può darsi che l'oggetto non sia morto davvero, ma sia andato perduto come oggetto d'amore" (S.Freud, 1905). Si potrebbe affermare che, sostanzialmente, per la psicoanalisi la vita psichica del soggetto si organizza e si dispiega contro ogni regola temporale. Anche per Jung il tempo nel transfert assume solo la dimensione "sincronica" in cui gli eventi, prima che accadere, coincidono (C.G. Jung, 1950). È solo l'intersezione di due menti che iscrive il tempo - che tenderebbe a rimanere simile a se stesso all'infinito - in una dimensione di realizzazione. La domanda drammatica sulla durata effettiva del tempo, che sottende ogni azione, ogni relazione, ogni contenuto di pensiero, è stata a lungo difensivamente rimossa. Gli interventi proposti in questo libro intendono riportare la domanda alla sua centralità per l'esperienza del soggetto nella sua relazione con sé e con la Storia.