Libri di Giulio Andreotti
Bibliografia di Giulio Andreotti: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi Italiani SCIENZE UMANE
Sotto il segno di Pio IX Andreotti Giulio - Rizzoli, 2000 - Saggi Italiani
Nell'imminenza della beatificazione di Pio IX, Giulio Andreotti è tornato ad immergersi nelle carte della Roma dell'Ottocento. Salutato agli esordi come un liberale, Giovanni Maria Mastai-Ferretti deluse i patrioti che lo avrebbero voluto alla testa di una Confederazione italica. Per questo l'immagine ricorrente di lui non è benevola e lo si collega al controverso Sillabo e al Concilio che proclamò l'infallibilità del Sommo Pontefice. Con questa ricerca, Andreotti vuole allontanarsi dalla figura del capo di stato, per mettere in luce l'aspetto spirituale dell'immagine di Pio IX.
I quattro del Gesù Andreotti Giulio - Rizzoli, 1999 - Saggi Italiani
In questo libro Giulio Andreotti scrive la storia, tuttora misconosciuta, del modernismo italiano, quella corrente di rinnovamento teologico ed ecclesiale che fiorì tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento e incorse nella condanna (fino alla scomunica per alcuni personaggi di spicco) da parte del Papato. Le figure dei protagonisti - sacerdoti scomodi come Ernesto Buonaiuti e lo stesso Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII, i due "nemici", entrambi poi beatificati, papa Pio X e il cardinal Ferrari, arcivescovo di Milano, casa Savoia - diventano le pedine di un intrigo in cui eresie, processi e condanne portano alla ribalta il conflitto tra tradizione e modernità che ha segnato la storia della Chiesa del Novecento.
Un gesuita in Cina. 1552-1610: Matteo Ricci dall'Italia a Pechino Andreotti Giulio - Rizzoli, 2001 - Saggi Italiani
Nel 1582, quando il gesuita Matteo Ricci lasciò Goa per raggiungere Macao, la Cina e l'Europa erano mondi reciprocamente impermeabili e sconosciuti. Trent'anni dopo, l'Europa del XVII secolo si sarebbe fatta un quadro preciso della storia, della cultura e dei costumi della Cina, grazie ai "Commentari dalla Cina" di Ricci, mentre i cinesi, da sempre convinti di essere l'unico popolo civile in mezzo ai barbari, "a poco a poco concepivano una grande opinione delle cose d'"Europa", dopo aver apprezzato la scienza e la dottrina di Matteo. Per questa straordinaria opera di mediazione culturale, Matteo Ricci non solo imparò il cinese, ma divenne "cinese", e si dedicò al tentativo di fondere gli insegnamenti di Cristo con quelli di Confucio