Libri di Cur Barovier
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- 9788822925794 L'architettura del welfare a Pesaro
1932-1942. Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia. Ediz. illustrata Barovier M. (Cur.) - Marsilio Arte, 2025 - Cataloghi
Nel 1932 la costruzione del padiglione Venezia dedicato alle arti decorative, nei Giardini della Biennale, rappresentò un momento di svolta per la storia del vetro di Murano che da questa data ebbe un proprio spazio espositivo all'interno della mostra internazionale d'arte. Le fornaci poterono avere così una vetrina privilegiata dove presentare periodicamente le loro creazioni più recenti o i modelli eseguiti per l'occasione. Il volume prende in esame le esposizioni che si susseguirono nel decennio 1932-42, dall'inaugurazione del padiglione Venezia fino alla XXIII Biennale, l'ultima prima della sua interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale. Dal suo inizio l'attività espositiva contribuì al rilancio di un settore come quello vetrario che aveva risentito pesantemente degli effetti della crisi economica internazionale e favorì il confronto tra le fornaci e tra queste e il mondo dell'arte. Furono anni di grande creatività e di sperimentazioni sulla materia e sui colori sia attraverso la rivisitazione di antiche tecniche, sia attraverso la messa a punto di nuove lavorazioni. Numerose furono le fornaci e le ditte che parteciparono in questi anni alla manifestazione veneziana, tra cui: AVEM, Barovier (poi Ferro Toso-Barovier e Barovier-Toso & C.), Barovier Seguso & Ferro (poi Seguso Vetri d'Arte), Cirillo Maschio, Moretti Ulderico & C., S.A.I.A.R. Ferro Toso & C., S.A.L.I.R., Salviati & C., Successori Andrea Rioda S.A., Aureliano Toso, Fratelli Toso, V.A.M.S.A., Venini S.A., Zecchin Martinuzzi. Tra i protagonisti attivi nelle varie fornaci di questa fertile stagione muranese vanno ricordati tra l'altro: Carlo Scarpa, Guido Bin (Mario De Luigi), Ercole Barovier, Flavio Poli, Dino Martens, Vittorio Zecchin, Franz Pelzel ecc. Frutto di un'approfondita ricerca bibliografica e documentaria nell'Archivio Storico della Biennale e in archivi pubblici e privati, il catalogo documenta con foto d'epoca, disegni e documenti, spesso inediti, quanto venne esposto nelle sei edizioni. Un'accurata selezione di 160 opere, illustrate da tavole fotografiche, testimonia la notevole qualità di questa straordinaria produzione.
1932-1942. Murano glass and the Venice Biennale. Ediz. illustrata Barovier M. (Cur.) - Marsilio Arte, 2025 - Cataloghi
Nel 1932 la costruzione del padiglione Venezia dedicato alle arti decorative, nei Giardini della Biennale, rappresentò un momento di svolta per la storia del vetro di Murano che da questa data ebbe un proprio spazio espositivo all'interno della mostra internazionale d'arte. Le fornaci poterono avere così una vetrina privilegiata dove presentare periodicamente le loro creazioni più recenti o i modelli eseguiti per l'occasione. Il volume prende in esame le esposizioni che si susseguirono nel decennio 1932-42, dall'inaugurazione del padiglione Venezia fino alla XXIII Biennale, l'ultima prima della sua interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale. Dal suo inizio l'attività espositiva contribuì al rilancio di un settore come quello vetrario che aveva risentito pesantemente degli effetti della crisi economica internazionale e favorì il confronto tra le fornaci e tra queste e il mondo dell'arte. Furono anni di grande creatività e di sperimentazioni sulla materia e sui colori sia attraverso la rivisitazione di antiche tecniche, sia attraverso la messa a punto di nuove lavorazioni. Numerose furono le fornaci e le ditte che parteciparono in questi anni alla manifestazione veneziana, tra cui: AVEM, Barovier (poi Ferro Toso-Barovier e Barovier-Toso & C.), Barovier Seguso & Ferro (poi Seguso Vetri d'Arte), Cirillo Maschio, Moretti Ulderico & C., S.A.I.A.R. Ferro Toso & C., S.A.L.I.R., Salviati & C., Successori Andrea Rioda S.A., Aureliano Toso, Fratelli Toso, V.A.M.S.A., Venini S.A., Zecchin Martinuzzi. Tra i protagonisti attivi nelle varie fornaci di questa fertile stagione muranese vanno ricordati tra l'altro: Carlo Scarpa, Guido Bin (Mario De Luigi), Ercole Barovier, Flavio Poli, Dino Martens, Vittorio Zecchin, Franz Pelzel ecc. Frutto di un'approfondita ricerca bibliografica e documentaria nell'Archivio Storico della Biennale e in archivi pubblici e privati, il catalogo documenta con foto d'epoca, disegni e documenti, spesso inediti, quanto venne esposto nelle sei edizioni. Un'accurata selezione di 160 opere, illustrate da tavole fotografiche, testimonia la notevole qualità di questa straordinaria produzione.
Miniature di vetro. La bomboniera d'artista. Catalogo della mostra (Venezia, 24 marzo-10 giugno 2012). Ediz. illustrata Barovier Mentasti R. (Cur.) Pezzoli S. (Cur.) Tonini C. (Cur.) - Marsilio, 2012 - Cataloghi
Sandro Pezzoli ha raccolto negli anni oltre quattrocento bomboniere, rari e autentici capolavori in vetro di epoche diverse e di dimensioni assai ridotte. Inconsapevole ispiratore della collezione è Lino Tagliapietra che, per il matrimonio della figlia Marina con Sandro Vecchiato, nel 1983, realizza una bomboniera di cui Pezzoli, già appassionato collezionista di opere in vetro, riceve in dono un esemplare. Ne rimane talmente affascinato che inizia a dedicarsi alla nuova ricerca, per mercati e mercatini, chiedendo ad amici/conoscenti e parenti al fine di trovare vecchi pezzi, ciotoline, vasetti, piccoli capolavori sia d'autore o di un'importante vetreria, ma anche di provenienza sconosciuta. Verso la fine degli anni ottanta, Pezzoli entra in contatto con numerosi artisti australiani, fra i quali Kathy Elliot e Benjamin Edols. Questi incontri, divengono anche l'occasione scherzosa per richiedere in dono, in segno d'amicizia, una piccola bomboniera. Lo stesso avviene in seguito con gli americani Dominick Labino e Dale Chihulye con i veneziani Michele Burato e Massimo Nordio, solo per citare alcuni tra i numerosi artisti che nel tempo hanno omaggiato Pezzoli con le proprie creazioni in miniatura.