Libri di Thomas Bernhard
Bibliografia di Thomas Bernhard: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Piccola Biblioteca Adelphi Saggistica
Chi cerca i libri di Bernhard Thomas trova un'analisi profonda e rigorosa dei meccanismi sociali e della condizione umana. Seguire i libri in ordine cronologico di Bernhard Thomas permette al lettore di cogliere l'evoluzione del suo pensiero critico e la maturazione della sua cifra stilistica, caratterizzata da una precisione analitica che non lascia spazio a compromessi intellettuali. La sua produzione rappresenta un punto di riferimento essenziale per chiunque desideri approfondire dinamiche complesse attraverso una prosa asciutta e incisiva.
Biografia dell'autore
Bernhard Thomas nasce a Graz nel 1931. Cresciuto in Austria, ha vissuto gran parte della sua esistenza in uno stato di costante inquietudine che ha profondamente segnato il suo percorso creativo. La sua formazione, segnata da un rapporto conflittuale con le istituzioni accademiche e sociali, lo ha spinto verso una scrittura radicale, tesa a smascherare l'ipocrisia del mondo borghese. Autore di fama internazionale, ha ricevuto numerosi riconoscimenti letterari, tra cui il Premio Georg Büchner, che hanno consacrato il suo ruolo di voce fondamentale della letteratura di lingua tedesca del Novecento. Si è spento nel 2001.
Stile di scrittura
I libri di Bernhard Thomas si distinguono per un registro stilistico inconfondibile, basato su una sintassi ossessiva, ripetitiva e priva di orpelli, volta a sviscerare le ossessioni dei protagonisti. È celebre per la sua capacità di costruire monologhi interiori che trascinano il lettore in un vortice di autoanalisi, come accade in opere iconiche quali Il soccombente o Correzione, dove personaggi tormentati lottano contro la perfezione artistica e il fallimento esistenziale. La sua prosa tagliente ha lasciato un segno indelebile nel panorama letterario, ridefinendo il concetto di narrazione introspettiva.
Camminare Bernhard Thomas - Adelphi, 2018 - Piccola Biblioteca Adelphi
«Mentre io, prima che Karrer impazzisse, camminavo con Oehler solo di mercoledì, ora, dopo che Karrer è impazzito, cammino con Oehler anche di lunedì... ho salvato Oehler dall'orrore... perché non c'è nulla di più orribile del dover camminare da soli di lunedì»: bastano poche frasi, ad apertura di pagina, a immergerci nel flusso ipnotico della scrittura di Thomas Bernhard. Ma perché, e quando, Karrer è impazzito? Forse, dice Oehler (che come molti personaggi di Bernhard è contagiato da una «micidiale tendenza al soliloquio» e al «meditare sino allo sfinimento su cose insolubili»), c'entra il suicidio dell'amico Hollensteiner - il chimico annientato dalla «bassezza» dello Stato austriaco, che «nulla odia più profondamente di chi è fuori dall'ordinario». O forse l'aver esercitato sino in fondo «l'arte di esistere contro i fatti» - di esistere, cioè, «contro ciò che è insopportabile e contro ciò che è orribile». Al momento in cui Karrer ha varcato «il confine della pazzia definitiva», Oehler ha assistito personalmente: ed è, quella che racconta con precisi, ossessivi, grotteschi dettagli, una sequenza di irresistibile e insieme tragica comicità che fa pensare a certe pagine di Kafka.
I Miei premi Bernhard Thomas - Adelphi, 2009 - Piccola Biblioteca Adelphi
Supremamente ottuso è per Bernhard il mondo dei premi letterari, di cui traccia un ritratto insieme crudele e divertentissimo, senza risparmiare frecciate a nessuno, neanche a se stesso: "Tutto era repellente, ma più repellente di tutto trovavo me stesso" dice a proposito del premio Franz Theodor Csokor. Al grottesco balletto prendono parte stolidi largitori e beneficati vanesi; ministre che russano durante i panegirici per poi risvegliarsi di botto sbraitando imperiose: "Ma dove si è cacciato il nostro scrittorello?"; conferitori di attestati e di prebende che, scambiando il sesso dei poeti laureandi, parlano con disinvoltura della "signora Bernhard"; politici opportunisti e di abissale ignoranza preoccupati solo di fare passerella; giurie letterarie insipienti ma ben liete di trasferirsi, spesate di tutto, nei migliori alberghi e ristoranti; finanziatori che con un esborso spudoratamente basso si assicurano pubblicità a buon mercato e una fama di generosi mecenati; e grossolani esponenti dell'industria che presentandolo parlano diffusamente dello "straniero nato in Olanda", il quale però "già da qualche tempo vive tra noi", e al quale attribuiscono senza fare una piega un fantomatico romanzo ambientato in un'isola del Sud. "Se qualcuno offre del denaro vuol dire che ne ha ed è giusto alleggerirlo" pensa tuttavia Bernhard, e non nega affatto di averlo speso volentieri, soprattutto se gli ha dato l'occasione per comprarsi finalmente una Triumph Herald.