Libri di Salvatore Bravo
Bibliografia di Salvatore Bravo: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Divergenze Storia della filosofia occidentale
Pilocchio. Storia di un Pinocchio dei nostri giorni Bravo Salvatore Antonio Fiorillo C. (Cur.) - Petite Plaisance, 2021 - Divergenze
Nel "PILocchio, un Pinocchio dei nostri giorni, è come trovarsi palesate, senza per questo cadere nella disperazione e nel pessimismo, le armi più efficaci che il potere usa per dominare. Le sue avventure sono le nostre avventure, inquietudine non rassegnata, incessante tensione per uscire dalla "caverna". Pinocchio, sintomo di un mondo disumanizzato, è altresì vitalità di colui che cerca guarigione. I processi di identificazione con il burattino favoriscono il riattivarsi di energie critiche. Rileggere "Pinocchio" può significare l'inizio di un processo di emancipazione dalla "banalità del male" in cui siamo immersi, e che spesso rimuoviamo per cedere agli automatismi senza concetto. Siamo chiamati al dialogo, ad affinare lo sguardo. All'antiumanesimo del pessimismo è necessario contrapporre la forza storica della vita, che non si lascia prosciugare dal sole nero del potere, ma sa leggere il presente con le categorie del pensiero, generatrici di "possibilità". Solo la parola libera: l'avventura della vita esige partecipazione, la salvezza è sempre possibile, se si rinuncia ad un individualismo senza storia e bellezza. "Pinocchio" è veicolo di consapevolezza comunitaria.
L'epoca del PILinguaggio Bravo Salvatore Antonio - Petite Plaisance, 2017 - Divergenze
Il depotenziamento del linguaggio è attuato dal capitalismo nel suo allontanamento dalla persona e dalla comunità: povertà lessicale, manomissione dei significati, riduzione della parola a funzione calcolante, aggressione culturale imperialistica alle lingue nazionali. La povertà lessicale trova la sua ragion d'essere nel capitale globale: ogni riflessione eccedente i bisogni dell'economia è già un limite per le logiche mercantili. La lingua deve tracciare il suo senso nella produttività, nell'immediatezza della sua spendibilità, essere funzione dell'illimitatezza della valorizzazione. Ogni linguaggio non spendibile è stigmatizzato come inutile. Diviene così funzione, calcolo per previsioni consumistiche: oltre vi è il nulla. La neolingua si struttura nell'atomizzazione di pensieri che devono perdersi nell'emozione dell'immediato delle pseudo relazioni virtuali. Il nichilismo di massa è alimentato e vive attraverso l'incompetenza linguistica che derealizza la realtà in monconi fonetici. Il riduzionismo politico filosofico si sostanzializza attraverso un linguaggio la cui articolazione logica arretra per lasciare spazio unicamente alla naturalizzazione del solo presente.