Libri di Giuseppe Chiarante
Bibliografia di Giuseppe Chiarante: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Studi Storici Carocci Europa Meridionale
Prossime uscite della collana Studi Storici Carocci
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788829038435 Qui e altrove
- 9788829038428 Cattolicesimo in guerra
- 9788829038404 Battesimi e catene
- 9788829038398 Alle origini della meteorologia
- 9788829038381 La magnifica città
- 9788829038336 L'impero del maschio
- 9788829038282 Il Concilio di Pisa del 1409
- 9788829037834 L'ebreo del sultano
- 9788829037629 Un piccolo golpe
- 9788829037612 Marzabotto e le città martiri
Con Togliatti e con Berlinguer. Dal tramonto del centrismo al compromesso storico (1958-1975) Chiarante Giuseppe - Carocci, 2007 - Studi Storici Carocci
Quali furono le cause che determinarono la straordinaria ascesa del Partito comunista italiano fra il 1955 e il 1975, in un paese che grazie al miracolo economico era passato dalla struttura produttiva e sociale agricola dell'immediato dopoguerra alle condizioni di una società di capitalismo maturo. L'autore, che nel volume "Tra De Gasperi e Togliatti" (Carocci, 2006) aveva ricostruito criticamente le vicende politiche del dopoguerra, analizza qui la crescita del Partito comunista in una realtà radicalmente diversa da quella dei paesi dell'Est europeo, ossia in uno dei principali paesi dell'Europa capitalistica. Un libro che offre una chiave di lettura originale (egemonia o rivoluzione passiva?) per intendere il ruolo del PCI in una fase fondamentale della storia della democrazia italiana.rz
La fine del PCI. Dall'alternativa di Berlinguer all'ultimo Congresso (1979-1991) Chiarante Giuseppe - Carocci , 2009 - Studi Storici Carocci
A vent'anni dalla "svolta della Bolognina", Chiarante porta a compimento con questo libro la sua trilogia sulla storia del PCI, ricostruendo eventi, dibattiti e polemiche del periodo che portò il partito dai grandi successi ottenuti con Berlinguer negli anni Settanta alla dissoluzione nel Congresso di Rimini. Il libro si interroga sulle cause di un così rapido declino, esaminando naturalmente i contraccolpi della paralisi e della disgregazione della società sovietica, ma riflettendo soprattutto sulla specificità del comunismo italiano. In primo luogo sull'autonomia e la distinzione, rispetto all'esempio sovietico, dell'elaborazione e dell'iniziativa del PCI; ma anche sull'abbandono dei valori di quella tradizione e di quell'esperienza compiuto con la "svolta" di Occhetto. Questa portò infatti a un cedimento alle tendenze culturali e pratiche (decisionismo in politica, neoliberismo in economia) espresse dalla controffensiva capitalistica, causando il crollo non solo del PCI, ma di tutta la struttura culturale, sociale, civile da esso costruita, fondamentale per lo sviluppo della democrazia postfascista. Di qui la frantumazione e il vuoto prodottisi, a sinistra, dopo la fine del PCI, fattori determinanti dell'attuale travaglio della democrazia italiana.