Libri di Cur Cicerone Marco Tullio Marchese
Bibliografia di Cur Cicerone Marco Tullio Marchese: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Classici Saggi letterari
Prossime uscite della collana Classici
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791280679024 Rumor
- 9791259903655 Eureka
- 9791256941070 Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino
- 9791256940769 Hobomok. Una storia dell'età delle origini
- 9791256492282 David Copperfield
- 9788861058613 Le lingue inventate. Linguaggi artificiali, linguaggi segreti, linguaggi universali
- 9788845276613 Opere. Vol. 2
- 9788830155251 Northanger Abbey
- 9788830155190 Simposio
- 9788830155183 Fenomenologia dello spirito
De officiis. Quel che è giusto fare. Testo latino a fronte Cicerone Marco Tullio Picone G. (Cur.) Marchese R. R. (Cur.) - Einaudi, 2019 - Einaudi Tascabili. Classici
Nel 44 a. C., in un periodo di profonda crisi delle istituzioni sociali e politiche di Roma, Cicerone dedica al figlio Marco un trattato che intende riordinare le forme dell'interazione tra i cittadini e rifondare la res publica. Consapevole che l'antico sistema di valori è ormai superato, Cicerone tenta di organizzare un sistema di trasmissione della memoria fra generazioni, regole di comportamento che indichino «quel che è giusto fare» ai giovani della città, cui tocca ripartire dalle rovine ancora fumanti dello Stato. Una specie di «Etica spiegata a mio figlio», come si intitolerebbe oggi, che è diventata uno snodo fondamentale per il mondo latino, medievale e moderno, permeando la cultura occidentale fino ai giorni nostri.
Bruto. Testo latino a fronte Cicerone Marco Tullio Marchese R. R. (Cur.) - Carocci, 2011 - Classici
Composto nei primi tumultuosi mesi del 46 a.C, mentre Cesare sconfigge i pompeiani in Africa e consolida il suo potere, il "Brutus" registra, in modo lucido e coraggioso, la morte della repubblica e con essa il declino precoce ma irreversibile dell'uso pubblico della parola, nel quale invece i contemporanei di Cicerone individuavano un tratto forte della propria identità. La prima storia dell'eloquenza romana sembra nascere dunque come una sorta di elogio funebre; tuttavia, per Cicerone, ricordare l'oratoria significa soprattutto conservare un modello di azione e di intervento nella realtà che, nutrendosi di reciprocità e di gratitudine, può essere ancora rianimato e consegnato ai più giovani come un'eredità preziosa dalla quale ripartire.