Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
La darsena. Diario di una vicenda genovese Costantini Giustino - Lampi Di Stampa, 2014 - Tipubblica
Berardino Pantaleoni è segnato da una malformazione fisica inesorabile, condannato al risentimento impotente di chi è stato beffato dalla sorte. Sarà Giuliana a consentirgli di recuperare una consapevolezza meno astiosa della sua esistenza, diventandone l'ultimo riparo alle crisi incontenibili, la sua Darsena. Ma il presentimento dell'abbandono si trasformerà fatalmente in esasperazione esistenziale, ai limiti della follia. Fanno da cornice la Genova dei caruggi, e i ricordi addomesticati di una città che non c'è più. Riproduzione a richiesta.
In piazza. Cronaca di un disincanto Costantini Giustino - Lampi Di Stampa, 2019 - Tipubblica
Storia di un'amicizia che si dipana nell'arco di cinquant'anni. Oggi Osvaldo Lamattina è un personaggio strampalato che trascorre le sue giornate in piazza comportandosi da fuoriuscito del vicino Presidio Psichiatrico di San Salvi, a Firenze. Nessuno usa nei suoi confronti la circospezione riservata ai diversi, anzi, la sua presenza è benaccetta a tutti. Si fatica, tuttavia, a immaginarlo eclettico ed ascoltato intellettuale degli anni ottanta del novecento, come è stato. Cosa gli è accaduto? Semplicemente, gli sono stati fatali l'amore e la politica, in combinazione deflagrante. Memorie filtrate dal disincanto. Dalle piazze del '68, al terrorismo, sino ad una Piazza dei giorni nostri, attraverso le nebbie del sottobosco politico italiano.
Il linguaggio dell'anima. Meditazioni di un analfabeta musicale Costantini Giustino - Lampi Di Stampa, 2021 - Tipubblica
Il tema affrontato è antico, quanto l'essere umano. Affonda le radici nella notte dei tempi, quando il pastore, al tramonto, riposava nel silenzio, nella solitudine, in ambiente naturalmente ostile. Quel pastore, di notte, era facile preda del terrore atavico; s'era dotato, tuttavia, di un oggetto prezioso, un flauto, e con esso addolciva la sua angoscia, nella speranza che le note da lui prodotte volgessero alla mitezza anche i potenziali nemici. Sapeva che le note di un flauto hanno potere di originare emozione, magica fonte di energia vitale. Insomma, già allora si profittava di un linguaggio inconsueto, il linguaggio dell'anima.