Libri di Cur De Crescente
Bibliografia di Cur De Crescente: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Senza Collana Psicologia clinica
Prossime uscite della collana Senza Collana
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281389915 The Hermann Nitsch Museum
- 9791281389908 Le piante alimurgiche e officinali
- 9791281389892 Rivoluzione Caravaggio
- 9791257040536 The identity of fictional characters. A philosophical survey
- 9791256280155 I numeri dell'anima. Diventa padrone della tua vita con la numerologia e la mappa dei talenti
- 9791254943939 L'ambiente sono io
- 9791254943915 La montagna di luce
- 9788893500357 The emergence of national languages
- 9788877078469 L'assedio di Torino. Storia, cronaca e protagonisti
- 9788877077912 I Savoia segreti. Fra stregoneria, avvelenamenti e corsari del Madagascar
Gruppi che curano, gruppi che ammalano. Realtà e immaginario del gruppo della comunità terapeutica De Crescente M. (Cur.) - Alpes Italia, 2021 - Senza Collana
È risaputo che l'immaginario diffuso sulle comunità terapeutiche è vittima di una estrema polarizzazione. Da un lato queste vengono spesso idealizzate da chi opera al loro interno e dall'ambiente sociale che le vede come istituzioni salvifiche o finanche come paradisi ideali, in grado di proporre un'ingegneria sociale utopica, impensabile altrove. Dall'altro esse vengono viste come luoghi che ripropongono inevitabilmente processi di istituzionalizzazione e conseguente cronicizzazione e da cui è bene star lontani. Naturalmente questa contrapposizione non fa giustizia della estrema complessità del mondo delle comunità terapeutiche e dell'ampia diversità delle esperienze e dei differenti metodi utilizzati, irriducibili ad un unicum: non tiene in debita considerazione che le comunità sono micro organismi sociali e in quanto tali soggetti a auspicabili cambiamenti continui che ne definiscono la natura dinamica e la vitalità.
Le dimensioni della perversione, della manipolazione e del controllo nel lavoro nelle comunità terapeutiche De Crescente M. (Cur.) - Alpes Italia, 2018 - Senza Collana
È confortante costatare il bisogno di confronto con tematiche all'apparenza laterali o marginali del lavoro delle comunità terapeutiche e rilevare, ad una più approfondita analisi, che gueste tematiche spesso non sono affatto secondarie, ma semplicemente hanno subito un processo di minimizzazione o addirittura di negazione, nel pensiero e nelle elaborazioni di chi lavora nelle comunità terapeutiche in psichiatria. Compito di gueste giornate di studio di Montefiascone, sin dalla prima edizione (nel 2018 giungeremo alla settima edizione), è stato operare un lavoro di scavo sul terreno di gueste rimozioni istituzionali, è andare oltre il perbenismo delle buone pratiche, spesso vagamente definite, e metter mano agli interdetti, al non detto istituzionale, che obbligano ad utilizzare il sapere critico sul corpo stesso dell'istituzione: impresa non facile, né tantomeno scontata. Questo l'oneroso tentativo che cerca poi di trovare coerenza in tali pubblicazioni: andare oltre l'ovvio della convegnistica ufficiale ed esaminare con sguardo frontale i problemi nella loro costituzione reale, senza gli infingimenti della retorica. Il rischio nell'affrontare lo spinoso tema scelto era che il meccanismo di negazione istituzionale continuasse a realizzarsi nella stessa giornata di studio spostando il vertice dell'analisi esclusivamente sui pazienti e riproponendo la stessa frattura concettuale che spesso opera in comunità: da una parte il gruppo degli ospiti, dall'altra il gruppo curante, divisi da quel palese meccanismo di scissione che nega la connessione continua, il flusso emotivo inevitabile che lega i destini dei due. Rischio evitato poiché il gruppo di studio di Montefiascone (ormai possiamo definirlo tale) è del tutto consapevole del mandato di questo appuntamento: eterogeneità e atteggiamento critico verso i processi di istituzionalizzazione del pensiero operativo caratterizzano l'identità di queste giornate che vogliono recuperare l'atteggiamento interrogante sull'istituzione del pensiero basagliano unito però ad una seria riflessione psicodinamica sulla clinica e sui processi gruppali. Rischio evitato anche perché la quasi totalità delle relazioni ha ricostruito l'interdipendenza della perversione, della manipolazione e del controllo tra gli ospiti e il gruppo curante ma con un distinguo importante: gli ospiti in guanto pazienti sono nella piena legittimità di portare nel transfert istituzionale questi contenuti nel tentativo di comprenderne successivamente la natura e i risvolti cercando di risolverli, l'equipe curante ha invece la responsabilità di riconoscerli, di gestirli e quindi di non agirli.
Elogio del rischio. Oltre la psichiatria difensiva, verso la responsabilità democratica in Comunità De Crescente M. (Cur.) - Alpes Italia, 2020 - Senza Collana
Elogio del rischio è il titolo di un seminario di Marcel Sassolas che ha avuto un certo successo in Francia circa due decenni fa. Marcel Sassolas è una figura importante per la psichiatria italiana perché insieme a pochi altri ha costituito un confronto continuo tra le ricerche sulle comunità terapeutiche a orientamento psicodinamico francesi e quelle italiane e ha preso in esame l'assunzione del rischio in psichiatria. Se infatti è vero che il tema del rischio risultava attuale nella giornata di studio con Sassolas del 2005, poiché nasceva dalla consapevolezza della totale mancanza di idee innovative nell'ambito della residenzialità terapeutica e più in generale della psichiatria, ciò risulta altrettanto vero oggi, 15 anni dopo. Non basta infatti riferirsi al ripetuto mantra della Recovery, della Psicoanalisi Multifamiliare, o del Dialogo Aperto che di sicuro sono pratiche importanti ma che però non possono definirsi davvero innovative perché hanno ormai tutte alcuni decenni alle spalle (anche se di recente introduzione in Italia) e perché non sembrano per ora avere una diffusione e un impatto importante sulla cultura delle istituzioni della salute mentale italiana.