Libri di Cur Dionigi
Bibliografia di Cur Dionigi: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Bur Saggi SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Eredi. Ripensare i padri Dionigi I. (Cur.) - Rizzoli, 2012 - Bur Saggi
Che cosa significa, oggi, essere "eredi"? Cosa significa essere figli, allievi, posteri in un'epoca senza memoria, che sembra aver reciso programmaticamente ogni legame con la storia e il proprio passato? Eppure la tradizione non è un ingombro da cui ci si può liberare semplicemente ignorandolo. L'eredità - in senso personale e psicologico, così come in senso storico e culturale - è infatti un capitale da far fruttare e non un patrimonio inerte da custodire. Conoscere i propri padri è indispensabile sia per accettarli che per superarli: per amarli così come per ucciderli. In questo libro sei autorevoli pensatori del nostro tempo riflettono sulle infinite sfumature e implicazioni del concetto di "eredità" - sul rapporto tra passato e presente, tra maestri e allievi, tra padri e figli - in un dialogo appassionato con i testi dell'antichità, riuniti in un'antologia che va da Omero a Virgilio, da Platone a Seneca, da Aristotele all'Apocalisse.
Elogio della politica Dionigi I. (Cur.) - Rizzoli, 2009 - Bur Saggi
In un'epoca segnata dalla drammatica decadenza dei valori, sempre più spesso l'attività politica tende a confondersi con lo spettacolo. Ma non è questo il destino dell'homo politicus. Sul senso del rendersi utili agli altri, ovvero su quello che Seneca riteneva a tutti gli effetti un "servizio pubblico", ragionano otto illustri maestri italiani che hanno approfondito questioni nodali del nostro presente. Dalla riflessione di Gianfranco Ravasi, che attraverso l'Antico e il Nuovo Testamento si confronta con "quel che è di Cesare", a Massimo Cacciari, che con Ivano Dionigi dialoga su politica e antipolitica, dalle strategie di costruzione del nemico descritte da Umberto Eco alle parole di Daniele Del Giudice e Vittorio Gregotti su spazio urbano e spazio politico, fino al pensiero di Enzo Bianchi e Gustavo Zagrebelsky a proposito di profezia e laicità: una meditazione incalzante sulla politica come passione e come valore da intendere - in particolar modo in questo preciso momento - come dimensione civile fondante e fondamentale.
Barbarie. La nostra civiltà è al tramonto? Dionigi I. (Cur.) - Rizzoli, 2013 - Bur Saggi
Chi è, oggi, il vero barbaro? È colui che insidia e minaccia la nostra civiltà? È l'altro da noi, è il diverso, è lo straniero? O l'autentica barbarie si annida, oggi più che mai, in questo nostro Occidente che reca anche nel nome l'annuncio del tramonto? Per i Greci, barbaros è in origine "colui le cui parole somigliano a un balbettio": è colui la cui lingua non si comprende. Servono secoli di propaganda perché il barbaro divenga, nell'immaginario collettivo, l'opposto del presunto uomo civile, il nemico contro cui condurre presunte "guerre di civiltà". O, peggio, "di pace". Più che mai attuali, dunque, le parole di un antico "barbaro" oppositore dell'imperialismo romano, di cui serba memoria Tacito: "il massacro e la rapina li chiamano 'impero', e dove fanno il deserto, la chiamano 'pace'". Più che mai attuali le accuse che i barbari Troiani, per voce di Euripide, rivolgono contro i Greci: "siete voi i veri barbari". Forse noi, non "barbari" ma malati di civiltà, siamo tornati nostro malgrado all'etimo del termine "barbarie": siamo barbari perché la nostra lingua non si comprende più; perché le nostre parole non rivelano ma nascondono la realtà. Testi di Massimo Cacciari, Franco Cardini, Adriana Cavarero, Sergio Givone, Valerio Magrelli, Stefano Rodotà.