Libri di Fedor Dostoevskij
Bibliografia di Fedor Dostoevskij: tutti i libri in vendita online
Biografia dell'autore
Fëdor Michajlovic Dostoevskij nacque a Mosca nel 1821. Dopo gli studi di ingegneria militare si dedicò alla letteratura, ottenendo attenzione con il romanzo Povera gente. Nel 1849 fu arrestato per la partecipazione al circolo Petraševskij e condannato a morte, ma la pena fu commutata in lavori forzati in Siberia. La prigionia, l'esilio e le difficoltà economiche influenzarono profondamente le sue opere successive. Morì a San Pietroburgo nel 1881.Stile di scrittura
La scrittura di Dostoevskij combina introspezione psicologica, dialoghi tesi e riflessione filosofica. I personaggi sono spesso divisi tra desideri opposti e costretti a confrontarsi con le conseguenze delle proprie scelte. Tra i migliori libri della letteratura russa dell'autore vengono generalmente indicati Delitto e castigo, L'idiota, I demoni e I fratelli Karamazov.Prossime uscite di Fedor Dostoevskij
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788897502500 Il sogno dello zio
- 9788892929265 Le notti bianche
- 9788892928893 Povera gente
- 9788892921290 Il giocatore
- 9788878773820 Il contadino Marej
- 9788878773721 L'affittacamere
- 9788878771475 Lettere. Vol. 1
- 9788878771468 Lettere. Vol. 2
- 9788867584369 Le notti bianche
- 9788854534667 Povera gente
Discorso su Puskin Dostoevskij Fëdor - Castelvecchi, 2017 - Etcetera
La centralità di Puskin nella letteratura russa fu a lungo discussa dopo la sua morte. Alcuni - tra cui Turgenev - gli contestavano il titolo di "poeta nazionale". Ma esiste una data, un giorno esatto, in cui La sua grandezza smise per sempre di essere messa in discussione. Quel giorno fu l'8 giugno del 1880, quando Dostoevskij pronunciò a Mosca il suo Discorso su Puskin. Il discorso segnò il destino dell'intera letteratura russa, fu un momento di catarsi collettiva che coinvolse tutti i presenti: «La sala sembrava presa da un attacco isterico... Persone sconosciute piangevano, singhiozzavano, si abbracciavano... Tutti, letteralmente tutti, piangevano per l'entusiasmo... Turgenev mi si è buttato al collo con le lacrime agli occhi... "Profeta! Profeta!", gridava la folla...», raccontò poi Dostoevskij in una lettera alla moglie.