Libri di Ubaldo Fadini

Bibliografia di Ubaldo Fadini: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Culture Filosofia occidentale: dal 1900

Prossime uscite della collana Culture

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788869483387 Nonostante i richiami. Pratiche di disciplina a scuola
  • 9788869483356 Politiche del visuale. Pensiero critico e pratiche estetiche
  • 9788869482212 Diffrazioni. Del lesbismo, del queer
LIBRO   9788869481475

Velocità e attesa. Tecnica, tempo e controllo in Paul Virilio Fadini Ubaldo   -  Ombre Corte, 2020  -  Culture

Tante sono le formule impiegate per raffigurare in maniera effettivamente incisiva la società contemporanea: società del rischio, società della prestazione, società dell'accelerazione. È quest'ultima ad apparire come assai convincente, proprio perché coglie la predominanza, particolarmente evidente oggi, di tutto ciò che risulta rapido, appunto sempre più accelerato, veloce. Tale predominanza è stata analizzata con grande maestria intellettuale da Paul Virilio, l'ultimo esponente di una generazione di studiosi che ha annoverato tra le sue fila autori di riconosciuta fama internazionale come Gilles Deleuze, Michel Foucault, Jacques Derrida, tra gli altri. È stato infatti merito di Virilio, con il suo percorso pluridecennale di ricerca, aver indagato con strumenti assai sofisticati gli effetti, accanto ai suoi supporti tecnologici, della velocificazione complessiva dei modi di vivere, che riguardano soprattutto la nostra sensibilità, la nostra intelligenza e capacità di comprensione della realtà. Questo libro vuole appunto presentare una vicenda intellettuale tra le più affascinanti del nostro tempo, contraddistinta da una profondità d'analisi e di individuazione delle principali tendenze di sviluppo della società odierna, di ciò che appare disegnato dall'ultimo "assoluto" ancora vigente: la velocità.

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LIBRO   9788869481093

Il senso inatteso. Pensiero e pratiche degli affetti Fadini Ubaldo   -  Ombre Corte, 2018  -  Culture

Che cosa propone questo testo? Un'idea di filosofia che riconosce la parzialità delle sue figure, dei suoi temi, a partire dall'affermazione del valore dell'incontro, della relazione, di tutto ciò che ha come effetto uno spiazzamento, una sorpresa, un cambiamento delle abitudini e delle pratiche di vita. Una filosofia che fa quindi i conti con l'inatteso, che vive anzi proprio del suo senso e del suo diventare sensibile, esperienza allora di qualcosa che sollecita le facoltà umane, anche quella particolarmente "penosa" della stupidità (Flaubert), che consegna a una condizione di "grevità" da far valere comunque come stimolo singolare, appunto sorprendente, a non restare confinati all'interno di una dimensione dominata dalla "stoltezza", da una "bassezza" ritenuta insuperabile. Pensiero e stupidità, estraneità e amicizia, parzialità e finitezza... e molto altro ancora viene restituito da pagine nelle quali la posta in gioco è ancora quella di cogliere ciò che di straniero c'è nel filosofo, per dirla con Deleuze e Guattari, "con quell'aria di chi ritorna dal paese dei morti". Quali sono i ricordi di tale esperienza, come riescono a dire che nulla è mai veramente passato? Non lasciarsi strappare i significati, anche quelli più terribili (non soltanto quelli positivi e sereni), degli incontri, delle relazioni, considerarli come risorse di trasformazione, di metamorfosi (Canetti), in vista di una riarticolazione orgogliosa di un lavoro come quello della filosofia che non vuole accomodarsi alle dinamiche odierne neppure troppo mascherate di incremento delle bassezze e delle condotte stolte di vita.

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LIBRO   9788897522386

Il futuro incerto. Soggetti e istituzioni nella metamorfosi del contemporaneo Fadini Ubaldo   -  Ombre Corte, 2013  -  Culture

Cercando di cartografare quella soggettività contemporanea che viene messa sempre di più originalmente e interamente al lavoro, in tutte le sue determinazioni esistenziali, l'autore chiama a raccolta alcune linee di pensiero critico novecentesco (tra le altre: l'eredità teorica "francofortese" e il "differenzialismo" francese), ritenute spesso difficilmente affiancabili e ricomponibili. E in quest'ottica, centrata in particolare sulla rilevazione della qualificazione della forza-lavoro, nel tempo d'affermazione del biocapitalismo, come "capitale variabile" e - insieme - come modalità di incorporazione di parti di "capitale fisso", che si avverte l'esigenza di rivedere buona parte di ciò che è stato fin qui detto sul rapporto tra il "vivente" e il "positivo", tra il "corpo" e la tecnica. Proprio a proposito del "positivo", in una accezione più generale rispetto alla sua identificazione con l'"apparecchiatura" tecnologica attualmente a disposizione, si sottolinea anche l'importanza di una sua "soluzione" nel senso della realizzazione di mediazioni "altre" rispetto a quelle presenti, in grado di porsi come spazi di soddisfazione (di bisogni e desideri) sempre più ampi per tutto ciò che è movimento critico sullo scenario della società odierna. Sullo sfondo di tale considerazione, si delinea pure la fertilità della riflessione deleuziana sull'istituzione, ovvero su ciò che si muove, che si può muovere nell'istituzione stessa...

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