Libri di Gustave Flaubert

Bibliografia di Gustave Flaubert: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Testi E Documenti Lingue indo-europee

Chi cerca i libri di Gustave Flaubert trova le pietre miliari del realismo letterario ottocentesco. Seguire i libri in ordine cronologico di Gustave Flaubert permette al lettore di apprezzare l'evoluzione di una tecnica narrativa meticolosa, volta alla ricerca della parola perfetta e all'analisi spietata della borghesia francese. Esplorare la sua bibliografia significa immergersi in una prosa magistrale, capace di trasformare la quotidianità in arte universale.

Biografia dell'autore

Gustave Flaubert nasce a Rouen nel 1821. Figlio di un chirurgo, studia legge a Parigi, ma abbandona presto gli studi a causa di problemi di salute per dedicarsi totalmente alla letteratura. La sua vita trascorre prevalentemente nella tenuta di Croisset, dove si dedica con ossessiva dedizione alla scrittura. Autore di capolavori che hanno ridefinito il romanzo moderno, è celebre per il suo ideale del mot juste. Non riceve riconoscimenti ufficiali in vita, ma la sua influenza sulla narrativa occidentale è immensa. Si spegne nel 1880 a Croisset.

Stile di scrittura

I libri di Gustave Flaubert sono caratterizzati da uno stile impersonale, preciso e ricercato. La sua opera più iconica, Madame Bovary, resta immortale grazie alla figura di Emma Bovary, emblema del bovarismo e dell'insoddisfazione esistenziale che ancora oggi risuona nei lettori. Altrettanto memorabile è L'educazione sentimentale, dove il giovane Frédéric Moreau incarna la disillusione generazionale di fronte agli eventi storici. Attraverso l'uso sapiente del discorso indiretto libero, Flaubert riesce a fondere la voce dell'autore con quella dei personaggi, creando un effetto di realismo psicologico che ha rivoluzionato per sempre la letteratura.


Prossime uscite di Gustave Flaubert

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9788899181031 Madame Bovary. Ediz. francese
  • 9788830155084 Madame Bovary
LIBRO   9788867233755

Lettere d'amore a Louise Colet 1846-1848 Flaubert Gustave  Giaveri M. T. (Cur.)   -  Se, 2018  -  Testi E Documenti

«Ho seno, collo e spalle di grande bellezza. La pettinatura (di un castano chiarissimo, bionda al tempo della mia infanzia), composta di lunghissimi boccoli che ricadono sulle tempie, velano le gote e scendono fino alle spalle, mi attira molti complimenti. Ho la fronte alta, ben fatta, molto espressiva, le sopracciglia folte e finemente disegnate, gli occhi azzurro cupo, grandi, bellissimi quando ardono al fuoco del pensiero e delle sensazioni». Ecco l'autoritratto che Louise Colet consegna al suo diario, il 14 giugno 1845. Un anno dopo, tra questa donna e Gustave Flaubert nasce una relazione, tenera e tempestosa. Ventiquattrenne, «di una bellezza eroica», Gustave trova in Louise «la sola donna che ho amato e che ho avuto». Trentaseienne, già amante del filosofo Victor Cousin, Louise crede, romanticamente ostinata, alle ragioni del cuore. Sono entrambi scrittori, l'una di qualche fama, l'altro appena agli inizi. Sono entrambi legati a un nucleo familiare, lei a un marito e a una figlia, lui a una madre. La loro vicenda è un ininterrotto tentativo di trasformare gli equilibri tra la «generosità» di un grande amore che diventa per Louise il centro della vita, e l'«avarizia» di un amore che per Gustave ha un posto ben definito tra gli affetti, le amicizie, i progetti di viaggi esotici e il sogno d'Arte che ne domina l'esistenza. Agli slanci dell'amica, Gustave oppone la riserva dell'amato, la malinconica autosufficienza del prigioniero volontario. Alle sofferenze, alle rappacificazioni, alle accuse, all'addio seguirà il silenzio; placate le tensioni, la relazione riprenderà poi in un altro tono e con altri ruoli: sarà un artista compiuto che dettaglia alla sua confidente i lineamenti di una nuova estetica che si sta incarnando in uno «scandaloso romanzo», "Madame Bovary". Di questa storia d'amore le lettere mostrano giorno per giorno la traccia fresca. Ed è una traccia che ci rivela uno scrittore che ha fatto dire ad André Gide: «Se l'opera intera di Flaubert dovesse essere messa su un piatto della bilancia, la sola Corrispondenza, gettata sull'altro, la supererebbe; e se mi fosse permesso di conservare soltanto l'una o l'altra, io sceglierei quest'ultima».

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