Libri di narrativa e argomenti correlati
Opere di narrativa e argomenti correlati
Il mio nome sia Gantenbein Frisch Max - Mondadori, 2022 - Oscar Moderni
"Il mio nome sia Gantenbein" inizia in un normalissimo bar. Un uomo saluta gli amici, ha fretta di andarsene, non sta molto bene, dice. Poco dopo viene ritrovato morto al volante della sua auto, ancora parcheggiata. Al narratore basta questo esile fatto per comporre - basandosi su poche frasi captate qua e là e sulle sue personali percezioni - la storia di quest'individuo. O meglio, due storie per i due personaggi che ha immaginato. Il primo si chiama Felix Enderlin, dottore in filosofia; l'altro Theo Gantenbein. Gantenbein porta sempre occhiali scuri e finge di essere cieco, anche se in realtà vede benissimo. Ma grazie a quello stratagemma può scoprire come sono davvero le persone, poiché agiscono credendo di non essere osservate. Prima di tutte la bella moglie Lilla, attrice; e poi Camilla, la manicure, a cui Gantenbein narra le sue storie, storie indossate come abiti. E tra questi racconti c'è anche quello di un cadavere ripescato nel fiume. Un morto senza nome e senza passato, o quasi... Romanzo della costruzione di un'identità, "Il mio nome sia Gantenbein" rivela tutto il genio di Max Frisch che, in un mosaico spiazzante di personaggi e situazioni, mostra al lettore i processi della creazione narrativa, il ruolo dell'esperienza, dell'immaginazione, del racconto, e lo spinge a confrontarsi con i grandi interrogativi dell'epoca postmoderna.
Stiller Frisch Max - Mondadori, 2018 - Oscar Moderni
L'americano mister White viene fermato al confine svizzero: la polizia lo identifica come Anatol Stiller, noto scultore scomparso da anni. Incarcerato in attesa di chiarimenti, l'uomo appunta su una serie di quaderni la sua verità. I destini di un individuo in apparenza comune e di un artista di successo vengono così a incrociarsi. Ma White è o non è Stiller?
Montauk Frisch Max - Mondadori, 2022 - Oscar Moderni
Un fine settimana a Long Island in compagnia di una donna: è questo lo spunto che permette a Max Frisch di comporre uno dei suoi testi più importanti, forse l'ultimo di notevole spessore. Magistrale nella ricchezza di prospettive e nella costante autointerrogazione sui grandi temi della modernità, "Montauk" (1975) si snoda attorno all'affettuosa, nostalgica rievocazione di due giorni trascorsi con Lynn sulle rive dell'Atlantico. L'episodio suscita da un lato una serie di riflessioni su questioni fondamentali - la felicità e la sincerità, e poi l'amore, il desiderio, la fedeltà, e ancora l'invecchiamento, la malattia, la morte, ma anche la fama e il denaro -, dall'altro spinge alla rievocazione di eventi che risalgono alla giovinezza dell'autore, legati soprattutto al rapporto con le donne della sua vita. Dichiaratamente autobiografico, ma anche inaspettatamente laconico, "Montauk" è l'apoteosi di quel genere di 'autofiction' che lo scrittore svizzero ha praticato come nessun altro: un racconto articolato, sofferto, a tratti intriso di una malinconia devastante. Con "Montauk" Max Frisch ha ridisegnato i confini tra vita e arte, portando il lettore a comprendere più a fondo l'una e l'altra.