Libri di Nathaniel Hawthorne
Bibliografia di Nathaniel Hawthorne: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Experience Light NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI
Chi cerca i libri di Nathaniel Hawthorne troverà opere fondamentali della letteratura americana del diciannovesimo secolo, caratterizzate da una profonda introspezione psicologica e da una narrazione densa di simbolismi. Seguire i libri in ordine cronologico di Nathaniel Hawthorne permette al lettore di comprendere l'evoluzione del suo stile, passando dai racconti brevi allegorici ai grandi romanzi che hanno ridefinito la narrativa gotica e romantica statunitense, offrendo una visione lucida e tormentata della storia morale del New England.
Biografia dell'autore
Nathaniel Hawthorne nasce a Salem, nel Massachusetts, nel 1804. Dopo aver frequentato il Bowdoin College, si dedica inizialmente alla scrittura di racconti che analizzano il senso di colpa e il puritanesimo della sua terra d'origine. La sua carriera è segnata dall'amicizia con figure di spicco come Herman Melville e Ralph Waldo Emerson, che influenzano il suo approccio filosofico alla narrazione. Autore di capolavori come La lettera scarlatta, Hawthorne ricopre anche incarichi consolari prima di dedicarsi pienamente alla letteratura fino alla sua scomparsa nel 1864.
Stile di scrittura
I libri di Nathaniel Hawthorne si distinguono per un uso magistrale dell'allegoria e per l'indagine ossessiva sui dilemmi morali dei suoi personaggi. La figura iconica di Hester Prynne ne La lettera scarlatta incarna la sofferenza e la resilienza di fronte al pregiudizio sociale, diventando un emblema eterno della letteratura. Attraverso saghe familiari come quella narrata ne La casa dei sette fronti, l'autore esplora il peso delle colpe del passato, utilizzando un linguaggio gotico e rarefatto che trasforma Salem e i suoi boschi in scenari carichi di una tensione spirituale quasi palpabile.
Frammenti dal diario di un uomo solitario Hawthorne Nathaniel - Mattioli 1885, 2013 - Experience Light
Protagonista di questi racconti, Oberon è un artista mediocre e solitario e in definitiva alter ego dell'autore, al punto che proprio con questo nome Hawthorne firmava in gioventù le lettere inviate al suo miglior amico. Nel primo testo, "Il diavolo nel manoscritto" (1835), Oberon è posseduto dal demone dell'arte, ma è respinto dagli editori, e questo gli procura vergogna e angoscia. Il tentativo di distruggere per sempre queste storie, frutto della fatica di notti insonni, porterà invece ben altra distruzione. "Frammenti dal diario di un uomo solitario" (1837) fornisce due anni più tardi l'occasione di ascoltare invece la voce stessa di Oberon, uomo e artista solitario, che ci racconta la follia dell'arte e della vita e lo sgomento di un impossibile ritorno a casa.