Libri di Hermann Hesse

Bibliografia di Hermann Hesse: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana La Mala Parte NARRATIVA E ARGOMENTI CORRELATI

Chi cerca i libri di Hermann Hesse esplora le profondità dell'animo umano, la spiritualità e la ricerca incessante di sé. Seguire i libri in ordine cronologico di Hermann Hesse permette al lettore di comprendere l'evoluzione filosofica dello scrittore, dal malessere esistenziale delle opere giovanili fino al misticismo maturo e all'approfondimento della cultura orientale, offrendo un percorso di crescita intellettuale unico nel panorama letterario del Novecento.

Biografia dell'autore

Hermann Hesse nasce a Calw, in Germania, nel 1877. Dopo aver abbandonato il seminario per la sua insofferenza verso l'autorità, si dedica alla carriera letteraria, influenzato profondamente dalla psicanalisi junghiana e dalla filosofia indiana. La sua vita, segnata da un lungo soggiorno in Svizzera, riflette il costante conflitto tra la vita borghese e la vocazione artistica. Nel 1946 viene insignito del Premio Nobel per la Letteratura. Si spegne a Montagnola nel 1962, lasciando un'eredità culturale immensa che continua a ispirare generazioni di lettori in tutto il mondo.

Stile di scrittura

I libri di Hermann Hesse si distinguono per un linguaggio introspettivo, limpido e profondamente simbolico, capace di indagare il dualismo tra spirito e natura. Tra le sue opere più iconiche emerge il viaggio spirituale di Siddhartha, figura che incarna il superamento del desiderio, mentre nel celebre Il lupo della steppa Hesse esplora coraggiosamente la scissione dell'identità moderna. Anche la saga ideale di Narciso e Boccadoro è centrale per comprendere come lo scrittore abbia saputo intrecciare la ricerca della perfezione intellettuale con quella dell'esperienza sensoriale, lasciando un segno indelebile sulla letteratura del Novecento.


LIBRO   9788893710398

Fiabe e leggende Hesse Hermann   -  Piano B, 2019  -  La Mala Parte

"Alla fine il Signore Iddio ebbe misericordia e pose fine lui stesso ai giorni dell'uomo, che si erano conclusi con la sanguinosa guerra mondiale, e mandò il grande Diluvio. Le acque pietose spazzarono via tutto ciò che profanava il vecchio pianeta: i nevai insanguinati e i monti irti di cannoni, i cadaveri putrefatti e coloro che li piangevano, gli indignati e i disperati, coloro che avevano fame e quelli che erano impazziti. Il cielo, di nuovo azzurro, guardava amichevolmente il pianeta ripulito. Bisogna dire però che la tecnica europea si era comportata splendidamente fino alla fine. Per settimane l'Europa aveva resistito, con forza e astuzia, contro le acque che salivano lentamente. Prima con enormi dighe, alle quali giorno e notte lavorarono milioni di prigionieri di guerra, poi con l'elevazione di alture artificiali che crescevano con velocità favolosa e che, all'inizio, sembravano gigantesche terrazze, ma che poi presero sempre più l'aspetto di torri."

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