Libri di Luce Irigaray
Bibliografia di Luce Irigaray: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Temi Filosofia occidentale: dal 1900
Nascere. Genesi di un nuovo essere umano Irigaray Luce - Bollati Boringhieri, 2019 - Temi
Il tema è universale. Forse non c'è tema più universale di questo: che cosa significa per noi umani nascere. Non ci sviluppiamo dalle radici come una pianta, e non siamo neppure autosufficienti come Dio. Così, siamo gli unici viventi che mancano di un'origine, e ne vanno sempre alla ricerca. Privi di un «essere» originariamente identificabile, dobbiamo assumerci la responsabilità della nostra esistenza e del nostro destino. Come? «In primo luogo, coltivando il nostro respiro, una risorsa che troppo passivamente abbiamo attribuito a un Dio estraneo alla nostra esistenza terrena, sebbene il respiro sia ciò che ci permette non solo di vivere autonomamente, ma anche di trascendere la mera sopravvivenza, di superare il livello della mera vitalità, così da essere in grado di portare a compimento un'esistenza umana. Incaricarci di incarnare la nostra appartenenza sessuata è il secondo elemento che ci rende capaci di adempiere la nostra esistenza naturale, pur trascendendola». La sessuazione compensa l'assenza di radici attraverso la spinta all'unione tra due esseri: «Dove prima non c'era nulla tra loro, se non l'aria, a partire dalla loro attrazione e dalla loro capacità di assumere il negativo della loro differenza nasce il germe di un nuovo essere umano e di un mondo in cui possiamo davvero dimorare». La potenza di pensiero di Luce Irigaray si muove con «con passi di colomba» - direbbe Nietzsche - e vince ogni scetticismo circa l'arditezza di un compito di trasformazione che riparta dall'istanza incondizionata della vita in sé, e non dagli «assoluti sovrasensibili che troppo spesso sono il risultato della nostra incapacità di vivere».
La via dell'amore Irigaray Luce - Bollati Boringhieri, 2008 - Temi
A ispirare la vita e l'opera di Luce Irigaray è la ricerca di un futuro più giusto e felice per l'umanità. E lo intravede nella scoperta, teorica e pratica, di una relazione con l'altro nutrita di rispetto reciproco per le differenze, di un rapporto a due che conduce a una globalizzazione possibile e non distruttiva della soggettività individuale e delle culture. Questo suo nuovo libro è un tentativo radicale di ripensare e rifondare la filosofia occidentale, scardinando le millenarie tradizioni sapienziali della nostra cultura. Un rifiuto tenace opposto a quei tecnocrati del logos che hanno trasformato, loro incapaci di «camminare sulla terra», la saggezza in sterile costruzione razionale e concettuale, appannaggio dei pochi iniziati di circoli intellettuali e accademici. Al centro di questa nuova ricerca filosofica, non più gli aspetti mentali o cognitivi, ma uno sguardo concentrato sulla dimensione più concretamente intersoggettiva, sull'esperienza umana, sull'elaborazione di un discorso volto al «saper vivere» prim'ancora che al «saper morire». Una saggezza, quindi, che prima di essere parola, sarà toccare carnale, conoscenza del cosmo come corpo e come universo, riconoscimento delle differenze irriducibili tra individui. Il nuovo filosofo sarà allora ben lontano da quel «dotto in Sorbona» che Irigaray, con tagliente ironia, descrive «mediocre compagno di vita: bambino in amore e amante dei bambini più che delle donne».
Condividere il mondo Irigaray Luce - Bollati Boringhieri, 2009 - Temi
In questo libro, Luce Irigaray, uno dei più innovativi pensatori del nostro tempo, torna a interrogare il rapporto con l'alterità. Siamo infatti abituati a considerare l'altro come un individuo tra tanti senza dedicare abbastanza attenzione al mondo e alla cultura a cui appartiene. La nostra maniera di vivere l'alterità risulta quindi sottoposta ai nostri propri valori e l'altro, sia esso il nostro compagno o la nostra compagna, un figlio, un amico, un'amica, oppure uno straniero, è avvicinato come un simile. La differenza tra noi è allora percepita in modo esclusivamente quantitativo, non qualitativamente, e questo non favorisce la coesistenza, la pace, l'amore. Dopo la critica nietzcheana alla tradizione culturale dell'Occidente e la decostruzione heideggeriana della nostra concezione della verità, Luce Irigaray, in quanto donna, chiama in causa la validità dei concetti di similitudine, similarità, identità e, perfino, uguaglianza, che stanno alla base della logica occidentale. L'autrice spiega come, prima di cercare la trascendenza in qualche ideale soprasensibile, che non corrisponde alla nostra totale e universale umanità, sia necessario rispettare la trascendenza dell'altro, qui e vicino a noi, cioè la sua irriducibile alterità.