Libri di Giuseppina La Rocca
Bibliografia di Giuseppina La Rocca: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi E Studi Italia
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791256083411 Ascoltare per comprendere, ascoltare per crescere. La voce dell'infanzia e dell'adolescenza tra diritti, partecipazione e sfide educative
- 9791256083121 Prendere decisioni: uomini e macchine
- 9791256082919 Alexander von Humboldt a Pisa
- 9791256081820 The pottery of the mycenaean palaces in context. Construction and destruction horizons in their socio-political frameworks
L'aquila bicipite e il tenero iris. Tracce russe a Firenze nel primo novecento (1899-1939) La Rocca Giuseppina - Pisa University Press, 2019 - Saggi E Studi
«Zakuski e fritto misto; kvass e chianti; vodka e pan di ramerino, balalaike e chitarre; Lermontoff e Stecchetti, Davidoff e Tosti, Pasqua russa e Colombina, armonia sulla intera linea, dal palato al cervello! Pasqua Ortodossa! Cena succulenta con piatti multicolori!». Così annotava l'eclettico scrittore fiorentino Carlo Placci nelle sue memorie postume, fermando sulla carta le impressioni sui molteplici incontri con i russi a Firenze fra Otto e Novecento. Placci è solo uno degli intellettuali fiorentini ad aver avuto contatti diretti con i viaggiatori e gli emigrati russi, una comunità che si va consolidando sin dagli albori del Novecento e in seguito alla prima ondata migratoria del 1917. Alla luce di nuovi materiali d'archivio il presente volume ricostruisce e segue queste tracce con lo scopo di tornare sulla presenza russa a Firenze e di comprendere la diffusione e la ricezione della cultura russa attraverso istituti, teatri, università, periodici, case editrici, figure di spicco della società italiana di epoca giolittiana e fascista. "L'aquila bicipite e il tenero iris", riprendendo con quest'ultima immagine una nota citazione blokiana, rappresentano macro e micro storie che a Firenze si incontrano, si perdono, si ritrovano, si rispecchiano, corrono veloci sulla linea del tempo per scoprire probabilmente di appartenere, avrebbe detto Jurgis Baltrusajtis, a una "stessa tribù".