Libri di Roberto Lorenzini
Bibliografia di Roberto Lorenzini: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Cognitivismo Clinico Psicoterapia
Piccole lezioni di pratica clinica Lorenzini Roberto Coratti Brunella - Alpes Italia, 2022 - Cognitivismo Clinico
Questo volume si offre come una guida operativa, fruibile e di facile consultazione. Un libro immaginato come una serie di mini lezioni attraverso le quali presentare una panoramica su temi classici della psicoterapia cognitiva. Si è cercato di descrivere, attraverso un linguaggio piacevole e agevole, una serie di interventi e di tecniche sovente utilizzate nella pratica clinica. Un testo pensato non tanto con lo scopo di insegnare, quanto con l'idea di riprodurre il clima di un'intervisione tra colleghi, di confronto e scambio, quel ragionare insieme che entusiasma e rende creativo il mestiere quotidiano. Sebbene convinti che le tecniche e gli strumenti operativi diano al clinico utili possibilità di direzione e di scelta, nondimeno rimaniamo consapevoli che tutto questo vada inserito nel più ampio e profondo significato di una relazione terapeutica che costituisce, infine, l'ingrediente essenziale di qualsiasi trattamento di cura.
Psychogame. Fare psicoterapia con il gioco dell'intervisione Lorenzini Roberto - Alpes Italia, 2018 - Cognitivismo Clinico
"Nella commedia di Peter Pan il capo dei pirati ripete ad ogni occasione il suo ultimo discorso per il timore di non aver tempo di farlo quando si tratterà di morire davvero. Questo lavoro ha esattamente lo stesso senso: vuole essere l'eredità che lascio a quanti hanno lavorato, ragionato e si sono appassionati con me sui temi della sofferenza mentale e la sua cura, senza per questo mettere fretta a nessuna oscura lavoratrice dell'Ade. La prima parte teorica è un liofilizzato della esperienza di 35 anni di lavoro sempre attenta a unire l'efficacia dimostrata degli interventi con le peculiarità di ciascun paziente irriducibile alla diagnosi categoriale, più invecchio e più mi sembra che la diagnosi in asse I di ciascun paziente sia il suo nome e in asse II il suo cognome ad indicare l'origine familiare e culturale del suo particolare modo di stare al mondo, per creare percorsi terapeutici personalizzati e unici che rifuggono dal richiamo semplicistico dei protocolli clinici standardizzati, veri killer del ragionamento psicopatologico e clinico, che mortificano la creatività del terapeuta riducendolo a mero somministratore di tecniche. Nel 2000 nell'introduzione de "La Mente Prigioniera" dichiaravo con Sandra Sassaroli "l'ambiatone di insegnare concretamente come si progetta e si conduce una terapia cognitiva, ponendoci le seguenti domande: come funzionano gli esseri umani? Cos'è che li fa soffrire? Qual'e la differenza fra sofferenza esistenziale normale e disturbo mentale? Perché, nonostante soffra un individuo non cambia? Cosa deve fare uno psicoterapeuta per riattivare il processo di cambiamento inceppato? Quali sono le tappe fondamentali di ogni psicoterapia e come affrontarle? Come si definisce una strategia terapeutica eia si mette in atto?' Sono passati diciassette anni, molti neuroni sono andati in prepensionamento, insuccessi, fortune insperate e soprattutto fallimenti hanno modificato in parte le convinzioni di allora: così funziona l'esperienza."
Ciottoli. Minute certezze e grandi dubbi che un vecchio terapeuta a fine corsa propone ai colleghi giovani Lorenzini Roberto - Alpes Italia, 2020 - Cognitivismo Clinico
Nel suo ultimo libro Roberto Lorenzini presenta una serie di riflessioni sulla teoria e la prassi della psicoterapia, su alcuni meccanismi disfunzionali del pensiero che generano vera e propria psicopatologia o malesseri sottosoglia per una vera e propria diagnosi ma più che sufficienti per amareggiare l'esistenza costellandola di numerose tribolazioni. L'autore pone l'attenzione anche ai fenomeni socioculturali che si riverberano all'interno del setting terapeutico. L'empatia e l'amorevole compassione che l'autore prova verso i pazienti e i giovani colleghi cui idealmente si rivolge è controbilanciata dalla manifesta antipatia verso tutto ciò che si pone come regola assoluta, categoria, divisione (diagnosi, protocolli, tecniche, setting rigidi) che codifichi e imbrigli la ricchezza dell'incontro tra due anime che è il fulcro vitale di ogni psicoterapia. Con ciò l'autore si pone fuori dalla attuale tendenza verso la protocollizzazione e la scelta di interventi EBM in odore di eresia. Il tono è discorsivo come un confronto con colleghi più giovani cui l'autore vuole trasmettere qualche certezza e, soprattutto, i molti dubbi che 40 anni di pratica clinica continuano a generare.