Libri di Orazio Martinetti
Bibliografia di Orazio Martinetti: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Laboratorio Storia
Itinerari della neutralità. Profilo storico di un caposaldo elvetico Martinetti Orazio - Armando Dadò Editore, 2024 - Il Laboratorio
Affermata o tradita, rimossa o relativizzata, schernita o idolatrata, la prassi della neutralità ha riacceso gli animi dentro e fuori i palazzi del potere. E questo perché la questione riguarda non soltanto gli indirizzi perseguiti dal Dipartimento degli affari esteri, ma anche le scelte politiche interne e - fatto non secondario - la competizione elettorale, gli umori della cittadinanza e financo l'apparato ideologico e simbolico del Paese.
Il Ticino sottosopra. Unioni e divisioni all'ombra del Ceneri Martinetti Orazio - Armando Dadò Editore, 2021 - Il Laboratorio
«Il Monte-Ceneri, frapposto al Camoghè ed al Gambarogno, che lo dominan superbamente, è un'umile altura, rinomata solo come punto di passaggio, già malsicuro dai ladroni. Dal Ceneri dividesi il Cantone in due parti molto disuguali per l'estensione, distintissime poi per accidenti di clima ed altri parecchi». Così scriveva Stefano Franscini nella sua opera maggiore, La Svizzera italiana (1837-1840), parlando del Cis-Ceneri (il Sopraceneri nella dizione successiva) e del Trans-Ceneri (il Sottoceneri). Da allora sono trascorsi oltre 180 anni: in questo lasso di tempo il valico ha cambiato volto, lasciandosi alle spalle la sua «funesta celebrità». Le vie di comunicazione (la mulattiera prima, la cantonale, la ferrovia e l'autostrada poi) l'hanno via via spianato e quasi cancellato dalla topografia mentale di chi lo attraversa velocemente e distrattamente. Eppure questa «umile altura» tra Ottocento e Novecento ha rappresentato una barriera fisica e mentale, determinando differenze e divergenze, incomprensioni e discordie, quei numerosi «altri parecchi» lasciati intendere dal Franscini. Di questo si occupa questo volumetto, mentre una nuova grandiosa opera del genio civile, la galleria scavata tra la valle del Vedeggio e il Piano di Magadino, sta per cancellare definitivamente il Monte Ceneri dalla nostra esperienza quotidiana e dal nostro immaginario.
Fare il Ticino. Economia e società tra Otto e Novecento Martinetti Orazio - Armando Dadò Editore, 2013 - Il Laboratorio
Un cantone povero, abitato da agricoltori e allevatori, solcato da vie di comunicazione precarie; poche le scuole, rari gli opifici, ridotta all'osso l'amministrazione, quasi assente il sentimento di appartenere ad una patria comune. Berna è lontana, come pure lo spirito della Rigenerazione che avrebbe portato - dopo la prova di forza del Sonderbund - alla nascita dello Stato federale (Bundesstaat) del 1848. Solo l'avvento della ferrovia strappa il Ticino al suo plurisecolare isolamento. Di più: lo inserisce nella rete dei traffici nazionali ed internazionali, creando collegamenti tra il Nord e il Sud d'Europa, tra città e porti, tra bacini industriali e centri di villeggiatura. Nel contempo le rotaie dotano il cantone di una spina dorsale solida ed efficiente, costringendo comuni e distretti a collaborare dopo secoli di reciproca indifferenza. Con la "Gotthardbahn" arrivano però anche imprenditori, alti funzionari e nuove idee. Bellinzona, capitale stabile dal 1878, vede spuntare circoli e scuole di lingua tedesca. Capitalisti e albergatori scorgono nel turismo un settore promettente. Da Sud giungono invece gruppi di edili, scalpellini, operai, e con essi i temi dell'agitazione socialista e sindacale. Dopo i tumulti milanesi del 1898 cercano riparo in Ticino anche molti intellettuali inseguiti dai gendarmi del Regno. Tutto questo s'interrompe bruscamente con la prima guerra mondiale. Le privazioni imposte ai ceti popolari scatenano proteste e disordini a Lugano e a Bellinzona. Ma la notizia dello sciopero generale proclamato dal Comitato di Olten nel novembre del 1918 coglie militanti e maestranze di sorpresa: tanto che questa grande mobilitazione, per certi versi unica nella storia sociale e sindacale elvetica, non ebbe, a Sud delle Alpi, che una flebile eco, presto svanita. Prefazione di Andrea Ghiringhelli.