Libri di Eugenio Montale
Bibliografia di Eugenio Montale: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Lo Specchio Letteratura: storia e critica
Sulla poesia Montale Eugenio Campeggiani I. (Cur.) - Mondadori, 2023 - Lo Specchio
Sempre più netta appare nel tempo la sorprendente identità di classico di "Sulla poesia". Duplice il suo valore: da un lato, infatti, questo libro permette di accostare in modo nuovo e approfondito numerosi autori di varie letterature, dall'altro offre la possibilità di entrare nel vivo e nel dettaglio dell'opera stessa di Eugenio Montale. "Sulla poesia", apparso per la prima volta nel 1976, è infatti un libro composito e internamente articolato in nove capitoli, nei quali il poeta è presente con discorsi (ad esempio quello scritto in occasione del Nobel), autocommenti e interviste, ma soprattutto ragiona su figure di epoche e culture diverse. Eccoci allora, in questi interventi per lo più usciti su riviste e giornali come il «Corriere della Sera», di fronte a nomi di grandi poeti molto lontani tra loro: da figure centrali dell'Ottocento a Valéry, Eliot, Pound, Auden, oppure Saint-John Perse, Char, ma anche Jiménez, Kavafis, Majakovskij, Pasternak, fino ai nostri D'Annunzio, Pascoli, Gozzano, Campana, Sbarbaro, arrivando ad autori di generazioni successive, come Bertolucci, Sereni, Zanzotto. Le riflessioni di Montale spaziano, sul piano teorico, dalla diffusa tendenza a una poesia oscura a quella della poesia in prosa, indagando momenti e orientamenti spesso decisivi nella ricerca espressiva del secolo scorso. Nella scrittura, come ha opportunamente rilevato Ida Campeggiani nel suo ampio e denso saggio introduttivo, Montale impone «una particolare aura di leggerezza», fortemente comunicativa pur nello scavo in profondo della sua analisi, mostrandosi «ironico e fulminante nei modi», offrendo spazio a humour e paradosso, utilizzando «metafore rapide, come brevi accensioni», giocando su un lessico colloquiale per esprimere concetti in realtà tutt'altro che ovvi.
William Shakespeare secondo Eugenio Montale Montale Eugenio Rossi L. C. (Cur.) - Mondadori, 2026 - Lo Specchio
Sorprenderà, probabilmente, scoprire che il poeta più tradotto da Eugenio Montale non è Eliot e neppure Pound, bensì Shakespeare. Alla cui opera l'autore degli Ossi di seppia si dedicò più volte in un arco di tempo che va almeno dal 1933 al 1953. Ricostruire questo percorso è un'affascinante avventura, nella quale è guida sapiente il ricchissimo saggio introduttivo di Luca Carlo Rossi. Ci si addentra così nell'articolata vitalità intellettuale del grande poeta, che già nel 1933 per il Maggio fiorentino ai Giardini di Boboli affronta i songs del Sogno di una notte di mezza estate, per poi dedicarsi a ben cinque drammi, dalla Commedia degli errori a Timone d'Atene, Il racconto d'inverno e Amleto, per chiudere con Giulio Cesare, traduzione commissionatagli da Paolo Grassi e Giorgio Strehler, mai data alle stampe. Montale traduce anche un mannello di sonetti, e continuerà sempre a riflettere sul Bardo in varie forme, dalle recensioni a libri di e su Shakespeare alle dichiarazioni in interviste, fino alle estreme prove in versi. Ecco dunque un libro di singolare e coinvolgente natura, che ci invita anche a un concreto e affascinante confronto tra due vertici della letteratura. Come suggerisce Rossi, il lettore di Montale riconoscerà alcune sue tipiche inflessioni o torniture affioranti dalle battute di Shakespeare, mentre il lettore del teatro di Shakespeare scoprirà delle versioni duttili, differenziate anche in base alla destinazione, la lettura o l'ascolto. Invece il lettore dello Shakespeare lirico troverà piuttosto delle personalizzazioni, pur nel rispetto della struttura formale del sonetto elisabettiano. Proprio come al cinema, avremo l'impressione che voce del doppiatore e voce dell'attore doppiato coincidano, anche se ciascuno dei due mantiene le proprie caratteristiche e intonazioni; con l'effetto finale di una inavvertita sostituzione.