Libri di Georges Perec
Bibliografia di Georges Perec: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Varianti Saggistica
Prossime uscite della collana Varianti
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791255274315 L'eredità
- 9791255274292 I lampioni diventano farfalle
Specie di spazi Perec Georges - Bollati Boringhieri, 1989 - Varianti
«Vorrei che esistessero luoghi stabili, immobili, intangibili, mai toccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; luoghi che sarebbero punti di riferimento e di partenza, delle fonti: il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l'albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti... Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo. I miei spazi sono fragili: il tempo li consumerà, li distruggerà: niente somiglierà più a quel che era, i miei ricordi mi tradiranno, l'oblio s'infiltrerà nella mia memoria, guarderò senza riconoscerle alcune foto ingiallite dal bordo tutto strappato. Non ci sarà più la scritta in lettere di porcellana bianca incollate ad arco sulla vetrina del piccolo caffè di rue Coquillière: "Qui si consulta l'elenco telefonico" e "Spuntini a tutte le ore". Come la sabbia scorre tra le dita, così fonde lo spazio. Il tempo lo porta via con sé e non me ne lascia che brandelli informi. Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa: strappare qualche briciola precisa al vuoto che si scava, lasciare, da qualche parte, un solco, una traccia, un marchio o qualche segno».
Mi ricordo Perec Georges - Bollati Boringhieri, 2013 - Varianti
"Seduto alla scrivania, in un caffè, in un aeroporto o in treno, cerco di ritrovare un avvenimento che non ha importanza, che sia banale, desueto, ma che, nel momento in cui lo ritrovo, scatenerà qualcosa". Georges Perec descrive così il suo progetto di autobiografia: la memoria, sollecitata da un evento qualunque, pesca negli anfratti del suo serbatoio piccoli episodi, frammenti di vita caduti nell'oblio, e l'autore li trascrive, senza commento o altra forma di interpretazione. Riaffiorano alla mente il titolo di una canzone, una trovata pubblicitaria, un nome in passato assidua presenza nelle cronache; piccole cose un tempo frequentate ma poi superate, cose inessenziali, banali ma di forte potere evocativo, capaci di ricreare atmosfere perdute. Il risultato è un lungo elenco di frammenti, 480 microricordi per la precisione, a formare un tessuto connettivo nel quale si può riconoscere un'intera generazione, curiosa di sapere quali tracce il tempo condiviso ha lasciato nella memoria altrui. Il ritmo incantatorio illumina angoli bui e apre nuovi percorsi della memoria del lettore, che Perec invita a compilare la propria lista di microricordi. Tutti possiamo ripetere l'esperienza di questo lavoro. E allora via con i "mi ricordo": mi ricordo Brigitte Bardot, mi ricordo il Monopoli, mi ricordo l'idrolitina...