Libri di Mariagrazia Piloni
Bibliografia di Mariagrazia Piloni: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Cammei Raccolte di poesia di singoli poeti
Radure silenzi e una utasa buna Piloni Mariagrazia - Il Ponte Vecchio, 2012 - Cammei
Dobbiamo leggere la poesia di Maria Grazia, lasciandoci condurre per mano nei suoi luoghi, di fiume e di monte e bosco o di mare, dove lei insegue sogni, ansie, angosce, aspirazioni e speranze: guardando sempre avanti, anche quando la sorprende un ricordo. E in questo universo il tema di Dio: un dialogo diretto, non solo lode o anelito mistico, ma un conversare quasi amichevole con uno sconfinato rifugio. E poi il grande tema dell'umanità e della vita, l'essenza della persona, nuda di fronte alla sorte, ma ricca di preziosi sentimenti, qui rappresentata in un'ampia galleria di ritratti. Infine l'amore, spesso vagheggiato e dai caratteri misteriosi, anche quando la parola si sofferma sui casi bizzarri della fenomenologia di questo sentimento sempre nuovo e mai completamente nuovo, così pervasivo e trasversale alla condizione umana. Grazie di questo nuovo viaggio, sorella Maria Grazia, che ci fa guardare oltre, continua a tenerci desto lo stupore.
In cammino sempre bisiricò Piloni Mariagrazia - Il Ponte Vecchio, 2010 - Cammei
Il dolore è la chiave di questa poesia, sempre presente ma nella solitaria pervicacia a sorpassarlo, a lasciarlo alle spalle. La poesia di Mariagrazia è come una slavina di alta quota, non la slavina di superficie, ma alla radice del terreno, che spazza via tutto, gli arbusti dell'ontano d'altura, i piccoli pecci ed il mugo... Ma la primavera farà giustizia della slavina, ne mitigherà la devastazione, perché la natura riprende, si rianima, rinasce ogni volta. Ecco che il dolore, il trauma, l'urlo si placano e si riprende la lotta delle ore quotidiane, e si riprende a vivere, su tutto. Ecco allora la vera resurrezione, che viene dalla potente immaginazione di Mariagrazia, dalla sua capacità di creare immagini, anche quelle sghembe che ti spiazzano: un mondo fantastico, dove le cose e gli esseri animati prendono nome quasi a testimoniare un mondo bambino che sconfigge, con le impervie arcate del suo violino, la brutalità della vita. Solo in apparenza un canto di sofferenza, in conclusione, perché quello di Mariagrazia è un vero inno di gioia della vita.
Alberi nudi balene bianche maràndol Piloni Mariagrazia - Il Ponte Vecchio, 2014 - Cammei
Nella presentazione al libro, Pierre Lietha scrive: "Dove corre non sai, ti stupisce ad ogni parola, ad ogni verso, a ogni pagina, e ti devi lasciare avvolgere, come fosse vento, da ogni immagine. La conosco così poco che continua a stupirmi, ogni riga e ogni verso, ogni colore, ecco, suoni e colori. E i nomi dati alle cose, persone e non oggetti. Una simbologia ricchissima, un labirinto. Il mondo, fuori, è popolato, vivo, lucido, pieno di continui simboli, che le stanno appiccicati addosso, direi meglio impigliati negli occhi, come l'aria: sia mare, che fiume, che bosco. Tutto regolato da una fantasia superba, ardita, smagliante che vede quello che in molti non vediamo o vediamo attraverso la parola".