Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Feríta. Giovanna D'Arco, anno 1971 Roic Sergej - Mimesis, 2022 - Meledoro
Parigi, 1971: il '68 "ha vinto", De Gaulle è morto d'infarto, un nuovo generale di sinistra, il generale Roche, ha preso il potere sostenendo le ragioni degli studenti del maggio '68. Ecco che nasce la Sesta repubblica, una nuova costituzione viene scritta dai colonnelli vicini a Roche e dai filosofi di sinistra, in particolare da Eric Feríta. Sulla Costa Azzurra, durante il festival del film di Cannes, il regista russo Martin Aleksandrovic Belogradski si rifiuta di ritornare in URSS. Scandalo! Feríta, primo suggeritore di Roche, propone di far girare al regista un film patriottico in Francia: Giovanna d'Arco, anno 1971. I sovietici accettano, si profila una prima forma di collaborazione tra la nuova Francia e l'URSS. Ciò che accadrà dopo in questo utopico rovesciamento della Storia sarà raccontato dalle immagini del film di Belogradski - la giovane Irene è Giovanna, Georges Aubry è il suo compagno sia nel film che nella vita - e dalla decostruzione del soggetto, delle immagini e della mente tentata dal filosofo Feríta.
Solaris parte seconda Roic Sergej - Mimesis, 2020 - Meledoro
Che cosa sappiamo di una storia che credevamo conclusa e che, invece, continua? Che cosa ne è stato del gigantesco cervello "a forma di oceano", forse un dio, di Stanislaw Lem, che sul finire del romanzo del grande scrittore polacco faceva impazzire gli astronauti che lo avevano avvicinato? È pur vero che colui che era sopravvissuto alla storia di Lem, lo psicologo Kelvin, aveva deciso di rimanere sul pianeta Solaris... "In Solaris - parte seconda" Sergej Roic' azzarda una nuova avventura umana e filosofica a contatto con l'oceano dalle sembianze divine. Uno scrittore del qui e oggi viene investito del compito di creare una seconda storia solariana. Per farlo dovrà spossessarsi di se stesso. Guidato dall'amico filosofo Gabriele, sfiderà la peggiore delle maledizioni umane: l'impossibilità di conoscere. La possibilità di conoscere arriderà, invece, al pilota solariano Petar Bogut. Accompagnato dal gatto Schrödinger e dalla misteriosa Maria (madre di dio?), il pilota interrogherà il tempo e la materia cadendo piuttosto che volando.
Vorrei che tu fossi qui. Wish you were here Roic Sergej - Mimesis, 2017 - Meledoro
Quella umana è l'unica intelligenza dell'universo? La professoressa californiana Rosa Rogers lo sostiene a Canberra, in Australia, citando il principio antropico. Trent'anni prima Milos Ostojic le aveva svelato il significato dell'immagine dell'elefante meridionale che 35.000 anni fa popolava Europa e Asia Minore: è il caposaldo della memoria collettiva che innerva il progredire dell'intelligenza naturale. Ma che cosa accomuna l'artista della tribù degli uomini, vissuto ai tempi dell'elefante meridionale, e la sua compagna Argentea, con i nostri contemporanei Rosa Rogers, Peter Andina e Milos Ostojic? L'idea platonica che dio crea il mondo per mezzo del pensiero dell'uomo. E poi c'è la canzone canticchiata da Syd Barrett, il leader dei Pink Floyd: è un ritornello, come lo zampettare di un uccellino su un ramo o la corsa a perdifiato di un roditore nel sottobosco; cinque passi veloci verso il basso, poi un balzo, due, tre verso l'alto, fuggendo via d'un tratto. Syd diceva che quella melodia l'aveva incontrata in un altro mondo. Quel mondo poteva essere un'altra dimensione o il regno del passato. Il cantante dei Pink Floyd amava canticchiare la canzone mentre disegnava un lago, schizzando forme umane e animali nella sabbia. Quello era il suo trip, innegabilmente. Diceva, diceva a quel mondo racchiuso nella sua testa: oh, come vorrei, come vorrei che tu fossi qui, wish you were here.