Libri di Silvio Storace Erasmo
Bibliografia di Silvio Storace Erasmo: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Filosofia Filosofia
Prossime uscite della collana Filosofia
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788885281141 Killing in war
- 9788878016569 Castelli di carta. Kafka e la filosofia della burocrazia
- 9788878016248 Un'estetica dell'esagerazione. Sulla filosofia d'occasione di Günther Anders
- 9788837242008 La mia vita con Ernst Cassirer
- 9788837241834 Etica dei valori e dei fini ultimi
- 9788816419780 La voce e il fenomeno. Introduzione al problema del segno nella fenomenologia di Husserl
- 9788816419681 Dal medesimo all'altro. Due corsi su Husserl, 1963
- 9788816308282 Figure delle origini. La nascita della filosofia
- 9788816308237 La formazione del pensiero giuridico moderno
- 9788816308145 Cosa è la filosofia della scienza
Essere e preoccupazione. Studio sui concetti di Sorgen, Sein e Wollen in «Essere e tempo» di Martin Heidegger Storace Erasmo Silvio - Franco Angeli, 2008 - Filosofia
Al centro delle famose analisi di "Essere e tempo" sta l'analisi della cura, cioè dell'essere dell'esserci. Come interpretare l'essere dell'esserci? Secondo l'autore, leggendo nel suo pieno senso onto-fenomenologico (di psicologia o antropologia descrittiva) il par. 41 di "Essere e tempo", si può dire che Martin Heidegger si trovi posto dinanzi a un bivio: da una parte il concetto di "volontà", sulle cui spalle grava una tradizione millenaria che da Platone a Schopenhauer attraversa tutto il pensiero occidentale, e dall'altra il concetto innovativo di "preoccupazione" con cui l'autore traduce il concetto di Sorge. Heidegger presenta la Sorge come la traduzione tedesca del latino cura che, a suo dire, consentirebbe una lettura temporale dell'essere dell'esserci, capace tra l'altro di includere le tre dimensioni della temporalità psichica (già indicate da Agostino nel Libro XI delle sue "Confessioni") nella loro ambivalenza di autenticità ed inautenticità.
I linguaggi politici della civiltà occidentale. Retorica, democrazia e populismo Storace Erasmo Silvio - Editoriale Jouvence, 2017 - Filosofia
"Questo nostro discorso (prende le mosse dallo studio della retorica antica), al fine di sviluppare alcune riflessioni filosofiche, su cui fondare [...] una ricostruzione storica che ci condurrà, attraverso le varie definizioni di retorica nonché attraverso tutte le sue ricadute pratiche, etiche, sociali e politiche, al mondo dell'attualità, in cui troveremo lo spunto per interrogarci intorno ai linguaggi, più o meno retorici, sviluppati in seno alle democrazie e ai cosiddetti populismi che caratterizzano l'Occidente - o meglio, quel che resta di esso." (Dall'Introduzione dell'autore)
Meta(m)orphica: poesia e filosofia. Orfeo, Rilke Storace Erasmo Silvio - Editoriale Jouvence, 2016 - Filosofia
Poesia e filosofia: dove finisce il regno della prima e dove ha inizio quello dell'altra? Maturano su terreni diversi oppure condividono, magari solo in parte, il medesimo suolo? Sin dove può arrivare il poeta, e dove invece il filosofo? Chi è il primo, chi il secondo? Cosa produce l'uno, e cosa l'altro? E soprattutto, come agiscono? A che i poeti? E a che i filosofi? Questi e molti altri interrogativi segnano da sempre l'inconsueto rapporto tra due discipline, talora accostate, talaltra disgiunte, raramente sovrapposte e realmente confuse l'una nell'altra, sovente ritenute l'una superiore rispetto all'altra, o viceversa. Questo saggio, in prima istanza e perlopiù, sembrerebbe prendere l'abbrivio nel porto sicuro dell'assurda ma consolidata pretesa della filosofia di poter dire l'essenza del poetare: filosoficamente si tenterà, dunque, nella prima parte, di inquadrare il gesto del poeta e l'essenza della sua opera, inscrivendoli nella struttura formale in cui essi si trovano incardinati e che solo l'atteggiamento filosofico sa cogliere e scrivere. Nella seconda parte si tenterà, d'altro canto, di abbandonare questi strumenti, seppur imprescindibili, e - camminando quasi a mezz'aria - si lascerà che sia la Poesia stessa a tentare, poeticamente, di evocare qualche immagine, seppur sbiadita e costitutivamente incompiuta, intorno a se stessa e al proprio accadere meta(m)orphico.