Libri di Walter Veltroni
Bibliografia di Walter Veltroni: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi Italiani Problemi e processi sociali
Chi cerca i libri di Walter Veltroni trova un autore capace di spaziare tra la saggistica politica, la narrativa d'inchiesta e il romanzo di formazione. Seguire i libri in ordine cronologico di Walter Veltroni permette al lettore di comprendere l'evoluzione del suo sguardo sulla società contemporanea, dalla riflessione sulle radici storiche fino alle trame più intime e romanzate che hanno caratterizzato la sua produzione letteraria più recente.
Biografia dell'autore
Walter Veltroni nasce a Roma nel 1955. Giornalista e figura centrale della politica italiana, ha ricoperto ruoli istituzionali di primo piano, tra cui quello di sindaco di Roma. La sua carriera è profondamente intrecciata con l'impegno civile e una costante attenzione al mondo del cinema, della cultura e dei diritti sociali. Questi interessi si riflettono in una scrittura che coniuga l'esperienza diretta nella gestione della cosa pubblica con una vena narrativa nostalgica e introspettiva, capace di analizzare il cambiamento del Paese attraverso il filtro della memoria collettiva e delle vicende personali.
Stile di scrittura
I libri di Walter Veltroni si distinguono per una prosa asciutta e colloquiale, spesso permeata da una sottile malinconia che accompagna le storie dei suoi protagonisti. Attraverso opere come la saga che ha per protagonista il commissario Buonvino, l'autore esplora il genere giallo inserendo profonde riflessioni sociologiche sulla città di Roma, che diventa essa stessa un personaggio vivido e multiforme. La sua scrittura è celebre per la capacità di legare le vicende di personaggi comuni a grandi temi universali come la famiglia, l'amicizia e il trascorrere del tempo, lasciando un segno indelebile nel panorama letterario italiano.
Non arrendiamoci. Il presidente della CEI e un osservatore laico in dialogo sui valori del nostro tempo Veltroni Walter Zuppi Matteo Maria Camurri E. (Cur.) - Rizzoli, 2023 - Saggi Italiani
Dobbiamo rassegnarci alla tirannia dell'io, a una celebrazione continua dell'egoismo e dell'apparenza che si traduce in una somma di solitudini e nell'accettazione passiva delle cose come stanno? In un'appassionata discussione guidata da Edoardo Camurri, Matteo Zuppi, presidente della CEI e arcivescovo di Bologna, e Walter Veltroni, politico, scrittore e regista, illustrano le molte ragioni per non arrendersi a un mondo che ci appare sempre più disumano, ma che può essere ancora riscattato dalla nostra azione consapevole. Non arrendiamoci alla paura, soprattutto alle paure indotte: guardiamo invece in faccia le paure reali, e studiamo strategie per liberarci delle loro cause. Non arrendiamoci all'indifferenza e al fatalismo: osserviamo i veri progressi compiuti nel corso di un paio di generazioni e confidiamo nel potere dell'utopia, del sogno, della profezia. Non arrendiamoci all'inevitabilità della guerra e dei confini: diventiamo artigiani di pace e di giustizia. Viviamo in un'epoca cruciale, in cui il mondo è sull'orlo della catastrofe ambientale, climatica, nucleare, e allo stesso tempo disponiamo di risorse tecnologiche e scientifiche inimmaginabili fino a pochi decenni fa. Abbiamo il dovere di batterci per orientare il futuro: verso il bene dell'umanità.
Odiare l'odio. Dalle grandi persecuzioni del Novecento alla violenza sui social: le conseguenze tragiche di una malattia del nostro tempo Veltroni Walter - Rizzoli, 2020 - Saggi Italiani
L'odio è la malattia sociale del nostro tempo, stravolge coscienze e rapporti umani, si impadronisce delle nostre parole, è il grande incubatore della violenza. Il nuovo libro di Walter Veltroni è un viaggio nell'universo dell'odio che parte da un passato a cui dobbiamo impedire di ritornare (il ventennio fascista, gli anni di piombo) per approdare a un difficile presente segnato da una decrescita tutt'altro che felice, dalla mancanza di prospettive per i giovani in un Paese di vecchi, dalla paura di un futuro in cui a lavorare saranno le macchine e ad accumulare profitti i giganti tecnologico-finanziari. È questo il terreno di coltura di un odio alimentato e amplificato dai social, in cui le parole diventano pietre per colpire, non solo metaforicamente, chi è diverso per etnia, per religione, per inclinazioni sessuali, per opinioni politiche, chi è debole, chi appare come una minaccia o come un capro espiatorio. L'odio sembra una valvola di sfogo, ma in verità ci rende schiavi, ci impedisce di comprendere la realtà, ci fa sentire più soli e infelici. E fa vacillare la democrazia. A chi semina odio e paura bisogna rispondere con il linguaggio della ragione e della speranza. "Se noi che odiamo l'odio troveremo le parole giuste, allora la libertà avrà un futuro. E nel futuro ci sarà libertà."