Libri di Marco Vichi
Bibliografia di Marco Vichi: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Grandi Tea Giallo e mistery
Chi cerca i libri di Marco Vichi ama immergersi nel genere poliziesco italiano ambientato in una Firenze carica di atmosfere suggestive. Seguire i libri in ordine cronologico di Marco Vichi permette al lettore di accompagnare il percorso umano e professionale dei protagonisti, cogliendo l'evoluzione dei casi criminali insieme ai profondi cambiamenti sociali dell'epoca in cui si svolgono le vicende.
Biografia dell'autore
Marco Vichi nasce a Firenze nel 1957. Dopo aver vissuto per diversi anni in giro per l'Italia e all'estero, si dedica alla scrittura narrativa e teatrale, affermandosi come una delle voci più originali del giallo italiano contemporaneo. La sua formazione eclettica e il profondo legame con la città di Firenze influenzano costantemente la sua capacità di tratteggiare contesti realistici e psicologie complesse. Nel corso della sua carriera ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Scerbanenco, confermando il suo valore letterario nel panorama editoriale nazionale.
Stile di scrittura
I libri di Marco Vichi si distinguono per uno stile asciutto, caratterizzato da un'introspezione psicologica curata e da una ricostruzione storica precisa. Il nome dell'autore è indissolubilmente legato alla fortunata serie del commissario Bordelli, un investigatore malinconico e umano che, tra le nebbie della Firenze anni Sessanta, affronta crimini e dilemmi etici. La maestria di Vichi risiede nel trasformare le indagini in un viaggio profondo nel passato, rendendo personaggi iconici come Bordelli dei veri e propri specchi in cui il lettore ritrova il senso della memoria collettiva e delle fragilità dell'animo umano.
Morte a Firenze. Un'indagine del commissario Bordelli. Ediz. illustrata Vichi Marco - Tea, 2016 - I Grandi Tea
Firenze, ottobre 1966. Non fa che piovere. Un bambino scompare nel nulla e per lui si teme il peggio, forse un delitto atroce. Il commissario Bordelli indaga disperatamente, e durante le indagini arriva l'alluvione... La notte del 4 novembre l'Arno cresce s'ingrossa, va a lambire gli archi di Ponte Vecchio, supera gli argini e la città è travolta dalla furia delle acque. Le vie diventano torrenti impetuosi... «Faceva un gran freddo, e la stanza era rischiarata dalla luce del giorno. Bordelli andò ad aprire la finestra. Sotto il cielo limpido, lo spettacolo era ancora più desolante. Il fango se n'era andato quasi del tutto, lasciando in regalo automobili sfasciate, portoni sfondati e saracinesche sventrate, macerie di ogni genere portate dalla furia della corrente. Una spessa riga di nafta ancora umida segnava i muri a più di tre metri di altezza. In lontananza si sentiva il suono lamentoso di molte sirene, e il motore regolare degli elicotteri. I fantasmi della notte cominciavano a uscire di casa, pallidi, sfiniti, lo sguardo incredulo. Sciaguattavano nella melma con gli stivali o con le scarpe fasciate da sacchetti di plastica legati alle caviglie, guardandosi intorno con gli occhi divorati dalla stanchezza. Ogni tanto una sirena si staccava dal coro e sembrava avvicinarsi, poi si allontanava e tornava a confondersi con le altre.»