Libri di Stefan Vieths
Bibliografia di Stefan Vieths: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Politecnica Singoli architetti e studi di architettura
Prossime uscite della collana Politecnica
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788891635976 Interior lighting design e BIM
O.M. Ungers: luoghi urbani Vieths Stefan - Maggioli Editore, 2021 - Politecnica
All'inizio degli anni '80 del '900 - dopo un lungo periodo di lavoro principalmente teorico in un ambito accademico - Oswald Mathias Ungers (1926-2007) riceve una serie di importanti incarichi professionali per la progettazione di diversi edifici pubblici. Nella successiva costruzione di questi progetti - tutti in contesti morfologici dal carattere esplicitamente urbano - nascono opere che sono caratterizzate da una forte autonomia formale e da un rifermento specifico al luogo e la sua storia. Sono realizzazioni che segnano l'inizio di un nuovo capitolo nel lavoro complesso di O.M. Ungers, una nuova fase della sua ricerca morfologica. Questa ricerca ha avuto il suo punto di partenza negli anni '50, con le prime case, risultato di un approccio progettuale centrato sui fenomeni di base dell'architettura. Successivamente, intorno al 1965 una serie di progetti programmatici approfondiscono il piano concettuale del progetto architettonico. Gli anni '70, invece, sono stati segnati dallo sviluppo sperimentale di strategie e di elementi di base della forma urbana. Emergono studi come The Urban Villa o The Urban Block o il progetto per la Friedrichstadt Berlin, che conclude questo ciclo. Le realizzazioni intorno al 1980 estendono e completano questo lavoro sperimentale: l'ampio compendio di concetti della forma architettonica tra trasformazione e immaginazione sviluppati negli anni '60 e '70 viene adesso messo a confronto con la realtà della città contemporanea e le sue necessità concrete. Si tratta quindi di un momento di verifica dell'approccio concettuale all'architettura di Ungers ma anche di un momento di approfondimento nel quale la forma viene sviluppata fino alla sua materializzazione fisica nel dettaglio costruttivo. Il Deutsches Architekturmuseum a Frankfurt, la Badische Landesbibliothek a Karlsruhe e la Messe Frankfurt mostrano una grande varietà di strategie progettuali, tra assimilazione modesta - come nel caso della Landesbibliothek, con il suo riferimento preciso al genius loci di Karlsruhe - e il riassetto completo di una grande area centrale della città nel caso della Messe Frankfurt, proponendo una città nella città con una forte identità urbana. I diversi progetti hanno però tutti in comune la capacità di costruire un luogo urbano inteso come un luogo nel senso ampio, includendo anche la sua dimensione spirituale, sociale e storica. Sono realizzazioni che, partendo da un approccio tematico, mirano a una continuazione della forma urbana, intesa come forma costruita, come complesso insieme di spazi urbani e volumi architettonici e danno una interpretazione precisa al programma concreto e al contesto morfologico.
O.M. Ungers: progetti programmatici. Ediz. italiana e tedesca Vieths Stefan - Maggioli Editore, 2019 - Politecnica
Confusione e noia: questi sono i termini con i quali Sigfried Giedion nel 1964 definisce nell'introduzione della riedizione di Space, Time and Architecture lo stato dell'architettura all'inizio degli anni'60. Questa affermazione drastica, pubblicata in uno dei testi principali sull'architettura del Novecento, riflette una grave situazione di stallo nello sviluppo del Movimento moderno: dopo i grandi successi della ricostruzione postbellica in Europa guidata dai CIAM - la istituzione principale organizzata intorno a protagonisti come Le Corbusier, Walter Gropius e lo stesso Sigfried Giedion - l'architettura moderna si trova in questi anni in una profonda crisi. Questo momento di cynicism and pessimism definisce il contesto storico per una serie di progetti di concorso che Oswald Mathias Ungers propone intorno al 1965. Sono progetti dal carattere fortemente programmatico che indagano in modo preciso e consapevole la natura concettuale della forma architettonica; la forma come rappresentazione di un'idea. In modo paradigmatico vengono qui sviluppati concetti morfologici di base, temi come la trasformazione o l'assemblaggio. Sono progetti che, presentati in questo momento di transizione, propongono un nuovo modo di intendere l'architettura. Con la loro attenzione per il luogo e la storia e con la loro poesia razionale, basata su principi come la molteplicità e la metamorfosi, sottolineano - contro le logiche della standardizzazione schematica e del funzionalismo riduttivo di quegli anni - l'autonomia dell'architettura e il significato della forma, annunciando in questo modo questioni centrali nel discorso sull'architettura degli anni seguenti, questioni che appaiono in modo esemplare nei testi chiave di Robert Venturi e Aldo Rossi del 1966, Complexity and Contradiction in Architecture e L'architettura della città.
O.M. Ungers: Erste häuser Vieths Stefan - Maggioli Editore, 2016 - Politecnica
The exhibition O.M. Ungers- Prime Case shows three key works in the early production of Oswald Mathias Ungers (1926-2007). These houses show - in a negative moment for the Modern movement - a new way of intending architectural form, a research through which Ungers has become one of the protagonists of the architectural debate in the following decades. This is true mostly in Italy where, in 1960, Aldo Rossi published a long article on Ungers' works in Casabella, showing a sort of Wahlverwandschaft - an affinity- between the German artist and a group of young architects close to Ernesto N. Rogers. Beyond their meaning in the debate at the beginning of the 1960s these houses show a central aspect of Ungers' work: the research - continuous for more than 50 years - on architectural form itself, that means the laws of its formation and transformation and its basic phenomena: Körper und Raum (solid and space). It is a morphological research, as Goethe would say, where the architectural form is considered as a unified whole, a Gestalt, a concept with a specific order that is able to give a complete interpretation of program and place. Die Ausstellung O.M. Ungers - Erste Häuser zeigt drei Werke, die im Frühwerk von Oswald Mathias Ungers (1926 - 2007) eine Schlüsselrolle einnehmen. Es sind äuser, die in einem Moment der Krise der Moderne die Suche nach einem neuen Verständnis der architektonischen Form reflektieren und die Ungers zu einem Protagonisten der Architekturdiskussion der folgenden Jahrzehnte machen. Dies gilt insbesondere für Italien, wo Aldo Rossi bereits 1960 einen ausführlichen Artikel über das Werk des deutschen Architekten veröffentlicht, in dem sich eine Art Wahlverwandtschaft andeutet zwischen einer Gruppe junger Architekten um Ernesto N. Rogers und Ungers. Jenseits ihrer historischen Bedeutung in der Debatte Anfang der sechziger Jahre dokumentiert sich in diesen Häusern jedoch auch ein grundlegender Aspekt des gesamten Werkes von Ungers: die Auseinandersetzung mit der Form an sich, d.h. mit den Regeln ihrer Formation und Transformation und mit ihren grundsätzlichen Manifestationen: Körper und Raum. Es handelt sich um eine Auseinandersetzung, die sich nahezu ohne Unterbrechung über mehr als fünfzig Jahre entwickelt und die ihrem Charakter nach eine morphologische Forschung darstellt, in der die architektonische Form als einheitliches Ganzes, als Gestalt, betrachtet wird, bestimmt von einer übergeordneten Idee, artikuliert durch eine präzise Ordnung und in der Lage, das Wesen der Bauaufgabe und des Ortes umfassend zu veranschaulichen. Stefan Vieths (Hamburg 1963) lehrt Composizione architettonica an der Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni des Politecnico di Milano